Perché ho votato sì all’arresto

Caso Azzollini
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Non ho trovato alcun elemento di fumus persecutionis. E sono sorpresa che il Pd non abbia fatto nemmeno una riunione per decidere una posizione comune

Nel voto di stamattina, il Senato si è trovato di fronte a una richiesta di custodia cautelare avanzata dalla procura di Trani nei confronti del senatore Azzollini. In questi casi, il nostro compito è quello di verificare che non ci sia fumus persecutionis. Attenzione, non dobbiamo cercare la prova che ci sia, ma – al contrario – accertarci che non ci sia.

La Giunta per le elezioni e le immunità ha deciso a suo tempo di attendere, sinceramente non so quanto opportunamente, la decisione del Tribunale del riesame. Azzollini aveva offerto elementi che avrebbero potuto far pensare alla presenza di fumus persecutionis. Gli elementi da lui portati, però, erano rivolti tutti all’azione della procura di Trani, che si sarebbe mossa – a suo dire – nutrendo pregiudizi nei suoi confronti. Qui, invece, siamo di fronte a un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, un magistrato terzo rispetto alla procura. Per questo, l’ipotesi avanzata da Azzollini non regge.

Tutti gli altri elementi che sono entrati nella discussione non hanno niente a che vedere con il nostro compito, in quanto riguardano il merito della vicenda giudiziaria, che noi non siamo chiamati a valutare.

Il nostro compito riguarda infatti esclusivamente la salvaguardia del ruolo di un senatore. Una prerogativa riconosciuta dalla Costituzione per evitare che si crei un vulnus al plenum dell’Assemblea, basato su un atteggiamento persecutorio. Io non ho trovato negli atti elementi che facessero pensare a un atteggiamento di questo genere.

Rispetto al voto in Giunta, quando già mi espressi contro la presenza di fumus persecutionis, non sono emersi nuove valutazioni. Nemmeno sul piano politico: il Pd non ha fatto nessuna dichiarazione di voto.

Non posso che valutare negativamente la posizione del mio partito. È evidente che sia in Giunta che in Aula, sulla possibilità che si possa procedere all’arresto di un senatore, qualsiasi voto attenga la libertà di coscienza di ciascuno. Sono sorpresa che non ci sia stata nemmeno una riunione all’interno del nostro gruppo per decidere una posizione comune, sulla quale poi ognuno può fare le proprie valutazioni e votare di conseguenza.

Ma mi rifiuto che si possano fare scelte di questo tipo sulla base di valutazioni politiche. Anche io sono preoccupata della tenuta della maggioranza, ma non sono queste le motivazioni che possono portare a una decisione su un tema delicato come questo.

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