Perché è importante la Carta per i diritti di Internet

Tecnologia
Il presidente della Camera Laura Boldrini durante la cerimonia di consegna della cittadina onoraria al premio Nobel per la Pace 2006 Muhammad Yunus fondatore della Grameen Bank nella sala del consiglio Comunale di Bologna, 8 Luglio 2015.ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Il documento della commissione promossa da Laura Boldrini sarà presentato domani

Domani alla Camera dei deputati sarà presentato il documento che fissa i principi per la comunicazione nella Rete come strumento di indirizzo per le leggi nazionali in materia e come contributo di riflessione al dibattito internazionale per la realizzazione di un Internet Bill of Rights, ovvero una Carta universale.

Accessibilità, privacy, media education, sicurezza, e-commerce. Sono questi i grandi temi su cui si sono confrontati i componenti di un’apposita commissione, presieduta dall’ex garante per la privacy Stefano Rodotà, insieme a decine di esperti e stakeholder.

Per decenni la Rete è cresciuta nel far west. I suoi pionieri si sono sempre opposti, in nome della libertà di accesso e di espressione, a qualsiasi tipo di regolamentazione. Nel frattempo Internet si è diffusa a livello planetario, è entrata in modo preponderante nella vita delle persone modificandone le abitudini, gli stili di vita, le attività sociali ed economiche. Oggi ci si rende conto della necessità di una legislazione che garantisca i diritti dei cittadini e uno sviluppo sano ed equilibrato della Rete.

In questo clima abbiamo assistito a un fenomeno tanto subdolo quanto preoccupante: la cessione della propria sfera privata da parte degli utenti in cambio di servizi gratuiti che tali non sono. Altro che luogo della libertà, il cyberspazio si è trasformato in un mercato dominato dai grandi operatori della rete, da Google a Facebook, che raccolgono sterminate quantità di dati sull’identità degli utenti e sui loro comportamenti online, che poi vengono elaborati per essere utilizzati a fini commerciali dagli stessi operatori o venduti per finalità economiche. Le logiche del mercato hanno preso il sopravvento sui diritti delle persone. Mentre i programmi di sorveglianza di massa dei governi americani e britannico, svelati da Edwarde Snowden, ci dicono che esiste già una società del controllo.

Come ha spiegato lo stesso Rodotà, “la Rete è tutt’altro che uno spazio vuoto di diritto. È l’oggetto del desiderio d’ogni potere totalitario che impone norme volte a limitare l’accesso, a introdurre discriminazioni e censure, dalla Cina alla Turchia, all’Ungheria. Ma soprattutto la Rete è ferreamente disciplinata dai grandi soggetti transnazionali che la governano. Il governo non solo dei tre miliardi di persone già presenti su Internet, ma dell’intero spazio planetario da esso creato, deve essere ricondotto a una logica costituzionale che comincia ad essere costruita”.

L’approvazione di una Carta dei diritti di Internet da parte dell’Italia assume, pertanto, un’importanza notevole. Anche se non avrà effetto di legge rappresenta un importante quadro normativo cui ispirarsi a livello nazionale, ma ha soprattutto il merito di stimolare il dibattito internazionale animato da uomini come il presidente degli Stati Uniti Obama, che ha più volte sottolineato l’importanza della “neutralità” della Rete, e l’inventore del web Sir Tim Berners Lee, in prima linea per l’adozione di una Costituzione mondiale della Rete.

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