Perché dico no all’adozione per le coppie gay

Diritti
Un orfano allattato da un'infermiera in Tanzania, 9 marzo 2007.  I tempi sono ormai maturi affinchè il Parlamento italiano apra alle adozioni di minori da parte dei single, anche se con le dovute cautele. L'esortazione arriva dalla Cassazione.  ANSA/JON HRUSA

Non vogliamo rinviare l’affermazione dei diritti civili, ma difendere i nostri valori

Premessa doverosa: questa riflessione non vuole offendere la sensibilità di nessuno, ma vuole semplicemente porre al centro della discussione sulle unioni civili un punto di vista che merita di essere rispettato e, possibilmente, non tacciato di un qualcosa che non appartiene. E qui non c’entra l’amore, la possibilità di poter esprimere i propri sentimenti liberamente, la voglia di esternare la propria idea senza essere vittime di un assurdo pregiudizio. Il rispetto per chi ama è sacrosanto, ma a tutto c’è un limite.

Per questo, senza tanti fronzoli, credo sia doveroso opporsi con fermezza all’adozione per le coppie gay. E, ripeto, l’amore non c’entra.

Alzi la mano chi ritiene giusto privare un bambino di una figura quale la madre o il padre. Sono doni unici e irripetibili, essere padre o madre è un miracolo della natura e, se è vero che spesso vi sono, purtroppo, circostanze in cui un bambino si ritrova a crescere senza una delle due figure fondamentali della famiglia, è altresì vero che non può essere una legge a cambiare la natura.
Come possono due uomini trasmettere ciò che è proprio di una madre o viceversa? Chi può permettersi di riconoscere una figura affettiva primaria? Su quale base?

Insomma il tema, si sa, è complesso e forse sarebbe il caso, con buona pace dell’Europa, di trattarlo con la massima cautela. E questa non vuole essere una scusa per rinviare l’affermazione di alcuni diritti civili, ma anche chi la pensa diversamente e crede in determinati valori ha il diritto di essere tutelato. Qui sono in ballo i nostri valori, qui si tratta delle nostre radici.

La speranza è che dopo un gran periodo di indicatori positivi e di segni più che hanno fatto ripartire l’Italia non arrivi un segno meno. Tremendo, perché sarebbe un passo indietro non a livello economico ma culturale.

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