Perché Ali al-Nimr è tutti noi

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Ali al-Nimr la cui condanna per decapitazione e crocifissione è stata annunciata da parte del governo dell'Arabia Saudita per aver partecipato da minorenne a una manifestazione contro il regime. ANSA/WEB ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Tanti gli appelli per salvare Ali al-Nimr il ragazzo che ha lottato per i diritti in Arabia Saudita.

Si chiama Ali Mohammed Baqir al-Nimr, è ragazzo poco più che ventenne, nato e cresciuto in Arabia Saudita, in prigione dal febbraio 2012. A maggio del 2014 una corte dell’Arabia Saudita lo ha condannato a morte per crocifissione. Al-Nimr è stato accusato di vari reati, tra cui la sommossa e l’incitamento alla rivoluzione contro il re dell’Arabia Saudita durante le primavere arabe.

Quelle primavere che hanno spinto una gioiosa rottura delle censure che gravavano (e che ancora gravano) sulla cura di sé, sulla libertà d’espressione e sul modo di vivere le relazioni sociali. Gli appelli internazionali per la liberazione di Ali sono tantissimi da parte di capi di stato, governi, associazioni. In Italia è stata lanciata una petizione che ha già raccolto più di 325.000 firme. Ma si teme che non basteranno, anzi che saranno parole che cadranno nel vuoto. Oggi non siamo più abituati a tutto questo, forti delle nostre democrazie, della tutela dei diritti umani fondamentali, della libertà d’espressione. Sicuri di poter vivere la vita liberamente come meglio vogliamo. Non si può stare impassibili a guardare, ma bisogna tentare ogni strada ed agire, superando ogni tipo di interesse economico e geopolitico. Ali Mohammed Al Nimr, ha solo partecipato ad una manifestazione che contestava il governo.

Non manca la tolleranza verso chi manifesta o contro chi è “diverso”, manca la cultura e il rispetto dei diritti umani. La violenza è la tentazione per mascherare i propri fallimenti e quel senso di smarrimento sociale e morale. Le scelte di Nimr, così come di tanti altri giovani in Medio Oriente, sono state dettate dal bene comune; i loro infallibili istinti gli hanno fatto compiere gesti anche impopolari, ma che avranno lungimiranza storica inconfutabile. È lo stesso istinto di Nimr che mette in luce la necessità di (e fondamentale nobiltà) della negoziazione politica indirizzata verso un fine ultimo elevato.

La vicenda, in un certo qual modo, ci presenta dei particolari umani del mondo che, in quanto tali, ci pongono delle domande, così come fa da sempre ogni testo poetico, letterario o d’altro genere che si rispetti. Questi avvenimenti divengono in molti casi simbolici, emblematici di particolari situazioni esistenziali. Eppure sono più di tre anni che Ali è in carcere ed ora aspetta solo che la sua condanna venga eseguita. Con la flebile speranza che l’appello di suo padre e magari anche quelli che sta facendo in tutto il mondo possano scalfire la decisione presa con tanta autorevolezza e risolutezza nel suo Paese.

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