Per valorizzare gli iscritti, facciamoli immergere nella società

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Uno dei seggi del Partito Democratico per le Primarie del PD a Firenze, 8 dicembre 2013. ANSA/MAURIZIO DEGL' INNOCENTI

Dobbiamo rivolgerci a quella platea più grande che costituisce la vera base del partito: i nostri elettori

Il partito che si mette in sintonia con i problemi della gente, che fa proposte, che dice la sua e fa battaglie insieme alla gente, questo partito non esiste. Ecco il cambiamento: il partito deve tornare ad occuparsi della città, dei problemi della gente, in contatto costante con i cittadini per ascoltarli e coinvolgerli con proposte da portare alle istituzioni. Se vogliamo che il Pd torni ad esistere, deve essere visto, riconosciuto e stimato dalla gente.

Nella mia città, Pesaro, tutti discutono dell’ospedale unico, soprattutto del sito ove costruirlo: il Pd, l’amministrazione, i vari movimenti improvvisati. Nessuno che si occupi della qualità dell’ospedale. I circoli Pd dovrebbero occuparsi della salute della gente, del modo più efficace di salvaguardarla e di curarla! Immergersi tra la gente, a casa della gente, per discutere della qualità dei servizi sanitari, dei servizi medici di prossimità e della qualità e modernità degli ospedali pubblici, cioè delle vere esigenze dei cittadini! Serve un Pd che lavora con la società, non solo “aperto alla società”.

Bene rimettere al centro i circoli, le strutture di base. Ma se i circoli sono quello che sono oggi è come pestare l’acqua nel mortaio mentre attorno c’è il mare. Il Pd deve immergersi nel mare! Immersi nella società, politicamente sensibili, oltre ai non molti iscritti, abbiamo parecchie migliaia di elettori che, quando li abbiamo chiamati per le primarie, sono venuti ai nostri seggi ed ai nostri gazebo. Fra l’altro queste sono state le uniche occasioni in cui abbiamo incontrato e coinvolto anche tutti gli iscritti.

Dunque, se “valorizzare gli iscritti” non è un modo per sottintendere “valorizzare quei pochi di noi che frequentano e dirigono i circoli”, dobbiamo rivolgerci a quella platea più grande che costituisce la vera base del partito. Disponiamo di migliaia di indirizzi email. Possiamo ogni tanto chiedere la loro opinione su un problema o su una proposta che vorremmo fare. E poi magari riscriviamo per dire che esito ha avuto la consultazione. E gli “iscritti attivi” valorizziamoli nel lavoro di organizzazione della consultazione, di vaglio delle risposte, di elaborazione finale delle proposte e magari di contatto diretto con le persone consultate.

Questo tipo di partito sarà in grado di attrarre i voti di un vasto schieramento di persone alle quali non dobbiamo chiedere da dove vengono, ma di essere con noi per modificare le cose, per riformare il Paese, per migliorare la città. Chiediamo cioè di essere “riformisti”(contro conservatorismi, demagogie, immobilismi, diseguaglianze di opportunità e privilegi), secondo un riformismo ispirato ai principi fondamentali della Costituzione. Questo è il partito a vocazione maggioritaria che potrebbe anche chiamarsi Partito della Nazione, o meglio ancora Partito della Costituzione.

 

LA NOSTRA CAMPAGNA D’ASCOLTO – Come dovrebbero cambiare i circoli del Pd? A voi la parola

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