Per Roma 2024 sogno una tregua olimpica

Roma
OLIMPIADI

Sarebbe bello che tutti i romani, qualsiasi sia il loro credo politico o religioso, decidessero di sospendere ogni faida e inimicizia e provassero a credere insieme in Roma 2024

Qualche giorno fa, davanti alla TV, sorridendo nel vedere tanti giovani che credono nelle loro passioni e nel loro impegno, mi è venuta in mente una cosa secondo me molto bella che credo giri nella mia mente dalle scuole elementari o giù di lì. Nell’antica Grecia, durante le olimpiadi, vigeva la tregua olimpica: durante i giochi, infatti, tutte le inimicizie pubbliche e private dovevano cessare, così come ogni forma di guerra.

Questa estate, questo tempo, continua a farci vedere cose bruttissime. Penso all’immagine del piccolo Omran in Siria, che non riesco a togliermi dalla testa. Penso ai profughi che fanno migliaia di km credendo in una speranza, cercando riparo, trovando troppo spesso muri, indifferenza, altro dolore.

Lo so, sono un sognatore, ma sarebbe bello che le olimpiadi potessero essere davvero un momento di gioia per tutti. Sarebbe bello si potesse interrompere ogni guerra per qualche settimana e confrontarsi su una pista di atletica o in una vasca, senza fare del male a nessuno. Amo lo sport. Lo sapete. È energia positiva, è sfida con noi stessi prima che con gli altri. È senso di appartenenza ad una comunità, un sentirci parte di qualcosa di bello e importante grazie a ciascuno di noi, che troppo spesso perdiamo, dimentichiamo.

In questi mesi ho detto tante volte che vorrei i romani non dovessero solo affrontare le loro olimpiadi quotidiane, quelle per andare al lavoro con i mezzi pubblici, quelle delle buche, della poca sicurezza, dei cassonetti pieni, delle infrastrutture inadeguate per i disabili o per i passeggini. Ma anche quelle con i 5 cerchi. Quelle che potrebbero portare alla nostra città orgoglio, voglia di dimostrare che possiamo fare e bene le cose, come abbiamo dimostrato di saper fare con il Giubileo del 2000.

Essere in Italia, ascoltare a cuore aperto l’inno nazionale, stretti attorno al fantastico o alla fantastica atleta che avrà la medaglia d’oro al collo e farlo, finalmente, dentro le vele di Calatrava finite, un posto bellissimo, di cui andare fieri, che rimarrebbe ai romani, ai tanti studenti di Tor Vergata, a chiunque creda nello sport e nel proprio Paese, nella propria città. Un posto da raggiungere con la Metro, non isolato dal centro.

Mi piace chiudere gli occhi e pensare che tutto questo Roma e i romani se lo possano meritare. Essere visti come irrecuperabili (come le vele) è un dolore incredibile, una ferita nell’orgoglio di ciascuno di noi che dovrebbe scuoterci fino a svegliarci dal torpore in cui siamo caduti da troppo tempo.

Sarebbe bello che tutti i romani, qualsiasi sia il loro credo politico o religioso, decidessero di sospendere ogni faida e inimicizia e provassero a credere insieme in Roma 2024. Garantendo sicurezza, legalità, rispetto reciproco e senza sprechi. Sarebbe un esempio di civiltà importante da cui ripartire. Sarebbe un sogno ad occhi aperti che un po’, dopo tanti anni difficili, ci meriteremmo.

Commento tratto da Facebook

Vedi anche

Altri articoli