Per la prima volta giù le tasse per tutti. E i castelli pagheranno

Legge di Stabilità
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante un incontro con gli imprenditori del Friuli Venezia Giulia al Teatro Nuovo, Udine, 17 ottobre 2015. ANSA/ PALAZZO CHIGI/ TIBERIO BARCHIELLI   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Siamo l’Italia che non si arrende alle polemiche. E che crede in se stessa. A viso aperto e col cuore gonfio di orgoglio e di coraggio. L’Italia col segno più

Leggo molti commenti divertenti sulle anticipazioni della legge di stabilità che sarà formalmente presentata in Parlamento domani. Mi viene da sorridere, ma poi penso che qualche precisazione sia utile.

Questa legge di stabilità continua nel percorso di abbassamento delle tasse: dopo gli 80 euro e la cancellazione della componente lavoro dell’Irap adesso tocca a Imu e Tasi oltre che alle “tasse agricole” e agli imbullonati.. Non solo: chi investe nei beni necessari all’azienda, cioè chi investe sul futuro del lavoro, ha diritto a uno sconto fiscale (misura dei cd. Superammortamenti). E dal prossimo anno va giù anche l’Ires, a un livello più basso della Spagna. Giù le tasse, finalmente! Altro che storie: ridurre le tasse non è di destra o di sinistra, è semplicemente giusto. Per la prima volta nella storia d’Italia le tasse vanno giù in modo sistematico, per tutti, non solo per qualcuno. Per tutti, per sempre!

A chi dice: ma la manovra sulla casa l’aveva fatta anche Berlusconi, dico che è vero. Perché negare la realtà? La norma è la stessa di allora, con due sole differenze: 1) noi non cambieremo idea come ha fatto lui nel 2011 che votò per rimettere l’ICI cambiandole soltanto il nome in IMU; 2) noi non faremo pagare il conto ai comuni della differenza. I sindaci possono essere molto felici di questa legge di stabilità: è pensata per loro e per i cittadini normali. Quelli che tirano avanti la carretta ogni giorno.

La norma è la stessa anche sulla questione dei castelli che dunque – a differenza di quanto si dice con tono scandalizzato – pagheranno (come per abolizione ICI del 2008). Ironia della sorte: i castelli furono parzialmente esentati dai governi successivi, anche di centrosinistra, perché considerate residenze storiche, ma le categorie catastali A1, A8, A9 avranno lo stesso trattamento della misura del 2008.

Sul contante. Il limite del contante con il Governo Prodi era a cinquemila euro. Il Governo Monti lo ha portato a mille euro. Noi ci attestiamo su una via di mezzo: tremila euro. È una misura semplice, è una misura liberale, è una misura per aiutare i consumi e sbloccare molte famiglie italiane. Il limite del contante non aiuta l’evasione, né la combatte. Per combattere l’evasione si deve incrociare il dato dei contribuenti (curioso il silenzio che ieri ha accompagnato la notizia che Agenzia delle Entrate e Sogei hanno segnalato a 220.000 persone piccole irregolarità facilmente sanabili, in uno spirito di collaborazione, e lo hanno fatto grazie alla nostra dichiarazione dei redditi precompilata: questo è il modo con il quale si combatte l’evasione, altro che limite del contante!). Davvero qualcuno può pensare che la misura sul contante, una misura semplice e giusta, rovini la legge di stabilità e la renda incostituzionale? E dai! Un po’ di serietà non guasta. A chi ci accusa di favorire evasione ricordo che noi siamo il Governo degli accordi con la Svizzera e il Vaticano. Che noi siamo il Governo che ha introdotto l’autoriciclaggio. Che noi siamo il Governo che in queste ore sta incassando dalla lotta all’evasione più soldi del previsto (date un occhio al gettito delle tasse, anche rispetto alla crescita).

Sul canone: se tutti pagano, paghiamo meno. Se tutti fanno come Salvini (che afferma orgoglioso di non pagare, visto che notoriamente lui con la tv ha pochi rapporti), va a finire che gli onesti pagano di più. Pagare tutti, pagare meno: è un grande principio di onestà e di etica. Io ci credo e non mi rassegno all’Italia di chi si crede più furbo e non rispetta la regole. L’anno scorso ho pagato 113 euro con un bollettino postale, quest’anno pagherò 100 euro con accredito bancario e il prossimo anno scenderò a 95 euro. Pagare tutti, pagare meno.

Quanto ai giochi, almeno si aspetti di leggere la norma! Vediamo se qualche deputato grillino, tra una scia chimica e l’altra, si accorgerà di aver detto menzogne. Magari chiederanno persino scusa, lo scopriremo solo vivendo.

Non si parla invece delle vere novità di questa stabilità. A me sembra di sognare: abbiamo messo un sacco di soldi in più nei settori dimenticati dalla politica. Più soldi per la cultura, più soldi per l’università, più soldi per innovazione e ricerca, più soldi per piste ciclabili, più soldi per la sanità, più soldi contro la povertà, più soldi sul sociale, più soldi per le partite iva e i lavoratori autonomi, stretta sui dirigenti pubblici e le partecipate. Mi piacerebbe sapere perché le buone notizie sono nascoste in fondo ai trafiletti e perché anche nel mio partito c’è così tanta timidezza per una legge di stabilità che finalmente riporta l’Italia al segno più. Ma alla fine della fiera conta la realtà che è più forte di tutte le polemiche. Come per Expo (a proposito: il 10 novembre sarò a Milano per raccontare che cosa faremo in quell’area e in che tempi) che continua a mietere un successo di pubblico strepitoso e mostra il volto positivo dell’Italia. Dopo le riforme, la legge di stabilità. Avanti tutta, amici!

Siamo l’Italia che non si arrende alle polemiche. E che crede in se stessa. A viso aperto e col cuore gonfio di orgoglio e di coraggio. L’Italia col segno più.

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