Per il Fatto l’amore non vince mai

Il Fattone
LegalizeLove

Il Fatto ricorda Berlusconi e Cicciolina, ma dimentica #LoveWins (“Vince l’amore”) l’hashtag coniato da Barack Obama

“A rigor di storia, è comicamente inquietante che Matteo Renzi, attorniato da ex berlusconiani di primissima fila, annunci la vittoria dell’amore nella tormentata campagna sulle unioni civili. ‘Pagina storica, vince l’amore’: queste le sue parole inzuppate nell’enfasi rottamatrice”. Così scrive oggi il Fatto in un articolo di prima pagina intitolato “Matteo adotta Cicciolina e Silvio”.

Già, perché l’archivista di Travaglio non soltanto ha scoperto che Berlusconi, nel 2009, definì il Pdl “partito dell’amore”, ma si è anche ricordato che alle elezioni del 1992 Cicciolina e Moana si candidarono nelle liste del Partito dell’Amore fondato dall’indimenticabile Riccardo Schicchi. Ne consegue che “il premier riscopre la pornostar e il Caimano”. A rigor di storia, è comicamente inquietante che il Fatto, pur di dare addosso a Renzi, non riesca ad allontanare il proprio sguardo, un tempo acutissimo, dalla maschera incartapecorita del Cavaliere, principio e fine dell’universo conosciuto (da Travaglio).

#LoveWins (“Vince l’amore”) è infatti l’hashtag coniato da Barack Obama, in un tweet del 26 giugno 2015, per celebrare la storica sentenza della Corte suprema in cui si stabiliva che la Costituzione, difendendo l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, protegge il matrimonio gay sull’intero territorio nazionale. “Oggi facciamo un grande passo nel nostro cammino verso l’uguaglianza – twittò il presidente degli Stati uniti –. Le coppie gay e lesbiche ora hanno il diritto di sposarsi, esattamente come chiunque altro. #LoveWins”.

Nel corso della campagna elettorale del 2012, lo stesso Obama aveva lanciato lo slogan “Legalize Love”, inondando l’America di adesivi, cartelli e spille; più o meno nello stesso periodo, Google aveva presentato al Global LGBT Workplace Summit di Londra una campagna a sostegno dei diritti delle coppie omosessuali con lo stesso slogan.
E sentite un po’ che cosa ne scrisse Federica Colonna, consulente di comunicazione, sul Fatto online: “Legalize Love. Uno slogan bellissimo, attraverso il quale l’azienda di Mountain View racconta un modo di essere e di comportarsi: da antiproibizionista dell’amore. Ecco, infatti, l’intuizione geniale, da un punto di vista comunicativo: la campagna sposta l’attenzione dal matrimonio gay, tema largamente dibattuto e discusso soprattutto da chi vi si oppone, al concetto di amore. Se una persona può, per ragioni ideologiche e politiche, essere contro le nozze tra omosessuali e argomentare la propria posizione, non può, invece, in nessun caso, opporsi all’amore. Non esistono motivazioni plausibili per farlo. Mai.”
L’articolo si concludeva così: “La domanda, allora, è: Google, quando parte la campagna in Italia?”. Il Fattone non sa dire se e quando sia partita, ma di certo Renzi l’ha fatta trionfare. Anche in Italia l’amore è legale, anche da noi vince l’amore.

 

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