Per il Fatto la notizia principale è un’interpretazione su Verdini

Il Fattone
Denis Verdini nell'Aula del Senato durante la discussione generale sull'emendamento presentato dal governo in materia di unioni civili, sul quale è stata posta la questione di fiducia, Roma, 25 febbraio 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Un’interpretazione capziosa e menzognera di un fatto minuscolo e del tutto privo di interesse diventa la notizia del giorno del quotidiano diretto da Marco Travaglio

A volte – sempre più spesso – la drammaticità del mondo reale irrompe nel circo mediatico, ne spezza l’autoreferenzialità, e desolatamente rivela, proprio come il bambino della fiaba al cospetto del re nudo, la ridicola pochezza della nostra informazione e del nostro dibattito pubblico.

La strage di Nizza s’è consumata nella notte, e alcuni quotidiani non hanno fatto in tempo a rifare la prima pagina. La prima pagina del Fatto di oggi è un esempio concreto dell’abissale distanza che separa la realtà dalla sua rappresentazione politico-mediatica. È come assistere ad un esperimento: mentre a Nizza un nuovo, lacerante episodio di terrore ci fa sprofondare nel dolore e nel terrore, la redazione del Fatto – ignara non per sua colpa di ciò che sta accadendo in Francia – decide quali sono le notizie e gli argomenti che vanno messi in evidenza.

Il risultato dell’esperimento è desolante. L’apertura del Fatto – cioè la notizia in assoluto più importante del giorno, se non ci fosse stata la strage di Nizza – è dedicata alla scelta di Enrico Zanetti di dar vita, con altri deputati di Scelta civica, ad un nuovo gruppo parlamentare con Ala.

Titolo: “Verdini entra nel governo”. Come? cosa? Siccome Verdini e Zanetti sono ora nello stesso gruppo parlamentare – sentite il ragionamento del Fatto – e siccome Zanetti è viceministro dell’Economia, se ne deduce che l’ex braccio di destro di Berlusconi è “entrato nel governo”.

Un’interpretazione capziosa e in definitiva menzognera di un fatto minuscolo e del tutto privo di interesse diventa così la notizia del giorno.

Il resto della prima pagina è ugualmente affollato di menzogne, falsificazioni, imbrogli. C’è per esempio un titolo che dice: “I sondaggisti del Pd: ‘Deve sparire pure Maria Elena’”, ma nel pezzo non si fa cenno a nessun “sondaggista del Pd” e ci si limita a osservare – quanto acume! – che il referendum costituzionale andrebbe “spersonalizzato”.

C’è poi un altro titolo che proclama quasi con gioia: “Istat: la miseria in Italia sale ancora, 4,5 milioni vivono in ‘povertà assoluta’, record negativo dal 2005. Ma i famosi 80 euro non dovevano almeno ridurla?”. No, gli 80 euro non dovevano affatto “ridurre” la “povertà assoluta”, ma sostenere i redditi medio-bassi: che è una cosa completamente diversa.

In compenso proprio ieri la Camera ha approvato il primo provvedimento organico contro la povertà della storia repubblicana, che prevede una spesa di 1,6 miliardi in due anni: ma di questo, sulla prima pagina del Fatto, naturalmente non c’è traccia.

Non è desolante? L’Occidente sta sprofondando nel terrore e la redazione del Fatto non riesce a staccare lo sguardo da Verdini.

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