Organizzare meglio il partito? Ecco alcune idee

Pd
Lavori in corso nella sede del Partito Democratico al Largo del Nazareno, Roma 21 Maggio 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

I circoli restano al centro, ma non possiamo ignorare i social media

Non c’è bisogno di scomodare Gramsci per sapere che ogni problema di organizzazione è un problema politico. La crisi della militanza degli ultimi anni interroga alla radice il nostro partito sulla centralità che il Pd ha voluto dare a questa figura. Il primo aspetto da sottolineare è questo: la crisi della militanza riguarda il nostro e non altri partiti come il M5S e la Lega. Il M5S, da questo punto di vista, gode di ottima salute con un modello organizzativo fondato inizialmente sui meetup e in seguito evolutosi in un movimento che predilige la forma assembleare nella presa di decisione con il supporto innovativo degli strumenti informatici.

Alcuni spunti utili per i nostri dirigenti nazionali:

1) Il coinvolgimento della militanza passa dalle diverse soluzioni che a livello amministrativo possono rendere le nostre città più vivibili rispettando un quadro valoriale che, a dispetto di tutti, resta ancora in piedi. Essendo inflessibili con le rappresentanze istituzionali che non rispettano le decisioni prese all’interno. Un militante non ha tempo da perdere e se le decisioni prese all’interno si scornano con chi alza la mano in consiglio meglio starsene a casa.

2) La forma organizzativa dev’essere il più orizzontale possibile. Il web sta mutando le forme della partecipazione. Individuare i mezzi informatici che meglio possono tornare a favorire un coinvolgimento della base. Tutto passa dal circolo, sia ben chiaro. Non possiamo tuttavia ignorare che la militanza oggi utilizza la chat chiusa di Facebook per organizzare un appuntamento, Whatsapp per fissare la data ed invitare altra gente, Twitter per raccontare i dibattiti politici. Una piattaforma organizzativa a livello nazionale?

3) Il modello decisionale leaderistico va bene. Le decisioni devono essere però frutto di una sintesi. Anche faticosa. Una leadership collettiva si sarebbe detto una volta. A tutti i livelli.

4) Le primarie di oggi cozzano con il modello organizzativo della militanza. Non si può prescindere dall’albo degli elettori. Per tante ragioni utili.

5) Per le Feste dell’Unità non lasciare nulla all’improvvisazione dei circoli. Il sito nazionale, le strutture regionali e provinciali possono fornire un valido supporto formativo ed informativo che permetta la maggior professionalità possibile alla generosità dei militanti e il maggior introito in termini di ricerca sponsor e vendita lotteria. Sono l’unica leva di autofinanziamento autentica su cui deve contare un circolo. Altro che finanziamenti pubblici.

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