Ora va colpita l’evasione fiscale

Dal giornale
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C’è bisogno di un forte segno di equità e di giustizia, affinché insieme alla crescita e all’occupazione si possa guardare al futuro con più fiducia verso quell’idea di uguaglianza che sta alla base della libertà e della democrazia

Rispetto verso gli anziani significa guardare alla società del nostro paese riconoscendo alla generazione di ieri e dell’altro ieri i loro diritti di cittadinanza per garantire sia la dignità che il giusto benessere. Un paese che non si occupa di questo è un paese cinico e smemorato.

Ma il nostro paese sa che non è così, anche se a volte tende a dimenticare chi lo ha reso grande, libero e democratico.
C’è un modo per dimostrare la dovuta attenzione: respingere il tentativo di criminalizzare i pensionati che dopo anni di lavoro, di contributi versati, di tasse pagate più alte di tutti gli altri pensionati europei. Sono oggi additati come privilegiati che rubano il futuro ai giovani, dimenticandosi che i pensionati in questi ultimi anni di crisi economica, aggravata dalle errate e unilaterali decisioni dei Governi, con le loro modeste pensioni e con il loro lavoro di cura, in particolare le donne, hanno sostenuto figli e nipoti disoccupati e inoccupati, sostituendosi a un welfare insufficiente e discriminatorio.

Il 24 giugno e il 14 luglio i pensionati di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, hanno manifestato a Roma in Piazza del Pantheon pe chiedere il rispetto della sentenza della Consulta ma soprattutto tutele concrete per il reddito da pensione, in quanto negli ultimi15 anni hanno perso il 30% del loro potere d’acquisto, e per chiedere un sostegno convinto di tutte le forze politiche al confronto in atto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Chiediamo: il ripristino del diritto di tutela reale del potere d’acquisto delle pensioni attraverso la riforma del meccanismo di rivalutazione al fine di riconoscere alle pensioni in essere, anche quelle sotto 3 volte il minimo, una maggiore e più equa copertura. La riduzione della pressione fiscale, l’equiparazione della no tax-area. Finanziamenti adeguati per la legislazione sulla non autosufficienza.

Dignità e benessere hanno però un nome e un cognome: sanità e assistenza, perché la condizione degli anziani è legata sicuramente al loro reddito ma i temi socio-sanitari sono anch’essi determinanti al benessere e alla dignità e ai diritti di cittadinanza di pensionati e pensionate.

Il Segretario del PD ha annunciato interventi importanti del Governo sulle politiche economiche e sociali. E’ sicuramente importante, ma chiariamoci su alcuni punti: le risorse si devono trovare intervenendo su sprechi, evasione e grandi rendite, per evitare che a farne le spese siano ancora una volta servizi agli anziani e ai bambini attraverso gli inaccettabili già conosciuti tagli lineari. Bisogna partire da subito, anche gradualmente con la riduzione della pressione fiscale sui redditi da pensione e da lavoro e intervenendo sui guasti provocati dalla Legge Monti-Fornero.

Se Renzi parte con il progetto annunciato, non fa il bene del PD o suo personale, ma di tante persone che aspettano con rabbia e fiducia qualche risultato. Provaci Renzi, provaci subito. Non chiediamo miracoli, ma la volontà di cominciare da subito con atti concreti, altrimenti gli annunci rischiano di rimanere tali e quindi inutili.

Anche noi, come ha detto il Premier all’Assemblea del PD, abbiamo fame di crescita, di benessere e di posti di lavoro.

Per questo c’è bisogno di un forte segno di equità e di giustizia, affinché insieme alla crescita e all’occupazione si possa guardare al futuro con più fiducia verso quell’idea di uguaglianza che sta alla base della libertà e della democrazia.

Carla Cantone
Segretario generale Spi-Cgil

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