Ora l’Europa reagisca con un piano ambizioso

Community
bandiera_europa

Anche l’Occidente ha le sue responsabilità nella situazione attuale. Ora sia attore protagonista nella ricerca di una soluzione

L’aberrante attacco terroristico di Parigi non smetterà di scuotere le nostre coscienze di cittadini europei per molto tempo. Non riusciamo a credere come degli esseri umani in nome di una deriva ideologica della propria religione possano compiere atti del genere. Allo stesso tempo vogliamo però rifiutare l’idea che nella nostra contemporaneità possano esistere giustificazioni per questo terrore derivate da una religione come l’Islam. Sicuramente però, ci aspettiamo ora che finalmente il mondo musulmano nella sua interezza e complessità sia in grado di dare una risposta, di auto-riformarsi, di espellere questo cancro jihadista dal proprio senso comune, dal proprio discorso condiviso sulla religione.

Anche l’Occidente nondimeno ha le sue colpe, figlie della propria storia. Si chiamano colonialismo, imperialismo, conflitto israelo-palestinese, guerra per il petrolio, l’ideologia dell’esportazione della democrazia, tutti elementi che – dopo lo scoppio delle Primavere Arabe – hanno reso ormai incendiario se non anarchico lo scenario mediorientale. Ma come è auspicabile affrontare, allora, questo pericoloso abisso di continua e totale destabilizzazione geopolitica, impegnando l’Occidente a essere questa volta elemento di soluzione alle crisi?

L’Ue, con un atteggiamento prospettico se non utopistico, dovrebbe convocare un nuovo Congresso di Vienna dedicato al mondo arabo e al Medio Oriente – invitando i più importanti attori politici dell’area, cioè Usa, Russia, Cina, Israele, Egitto, Iran, Turchia e Arabia Saudita – per tracciare i futuri confini di statualità nazionali omogenee sia etnicamente sia religiosamente parlando, vincolando inoltre la nascita di questi nuovi Paesi alla redazione di Carte costituzionali garanti dei più basilari diritti umani (libertà d’espressione e riunione, autodeterminazione della propria sessualità, libertà religiosa, uguaglianza uomo-donna, rispetto delle minoranze, etc.).

Questi nuovi stati diventeranno così elementi di innovativa reciprocità e confronto tra la tradizione islamica e i fondamentali degli ordinamenti liberaldemocratici, aiutati in questa impresa anche da un ambizioso “Piano Marshall mediorientale” con cui ricostruire le istituzioni e l’economia delle comunità interessate. Questa inoltre è una strategia geopolitica già adottata con successo dall’Occidente e in particolare modo dall’Unione europea nello scenario post-bellico dei Balcani negli anni ’90 del XX secolo.

Vedi anche

Altri articoli