Onore al Fondatore: Travaglio prenda esempio da Padellaro

Il Fattone
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La bella anticipazione del libro dell’ex direttore del Fatto

“Ho vissuto anche quel periodo di pessimo giornalismo, che non era giornalismo ma pedagogia d’accatto, come se il nostro lavoro non consistesse nel raccontare fatti ma nel sentirci migliori”. Chi ha scritto parole così dolenti e così vere? Continuiamo a leggere:

“Mescolate il tutto, servitelo con la necessaria indignazione elevata fino all’acrocoro di superiorità morale da dove guardare al resto dell’umanità e capirete perché quei giornali e quel giornalismo saranno comprati e letti sempre di meno, fino a esaurimento”.

Una descrizione così accurata e accorata del quotidiano di Marco Travaglio non l’avevamo ancora letta: e, dobbiamo ammetterlo con stupore pari all’ammirazione, vale più di tutti i Fattoni messi assieme.

Perché viene dalla penna di Antonio Padellaro, già fondatore e primo direttore, e oggi editorialista e presidente della società editoriale del Fatto.

Padellaro ha appena dato alle stampe un libro autobiografico che s’intitola Il fatto personale, è stato pubblicato dalla neonata casa editrice del Fatto, Paper First, e il Fatto di oggi ne pubblica un estratto che si conclude con l’amara riflessione che abbiamo appena letto: siamo insomma in piena fattanza, o fattitudine, o fattismo. Siamo nel cuore del Fatto.

In attesa di leggere tutto il libro – e ne varrà sicuramente la pena, perché Padellaro è un giornalista di razza – l’anticipazione merita un applauso.

Perché il Fondatore spazia da una citazione – condivisa – di McLuhan (“L’indignazione morale è una tecnica utilizzata per dotare l’idiota di dignità”) ad una sostanziale riabilitazione postuma di Berlusconi (“Ciò con cui dobbiamo fare i conti, ci piaccia o no, è l’impero che lui ha costruito, la fortuna che lui ha accumulato, il potere che lui è stato in grado di esercitare”), dall’imbarazzata e ironica ammissione che “davanti a certi gangster di talento provo una forma di ambigua ammirazione” ad una confessione che suona come uno sfogo liberatorio: “E poi non ho mai creduto alle forze del bene (noi) contrapposte a quelle del male (Berlusconi e quelli come lui)”.

Non pretendiamo che Padellaro torni alla direzione del Fatto – l’equilibrio che ha saputo trovare non merita di essere turbato – ma ci piacerebbe se, una volta alla settimana, Travaglio provasse a fare il giornale come lo farebbe Padellaro. Così, tanto per vedere l’effetto che fa: sui lettori, sulle vendite, su Travaglio.

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