Omicidio stradale: una questione di civiltà

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Il ping pong legislativo del ddl sull’omicidio stradale fa perdere credibilità al Parlamento

E’ durata poco più di un giorno la polemica e l’indignazione sulla mancata approvazione del ddl sull’Omicidio stradale lo scorso 21 gennaio.

La Camera che approva un emendamento presentato da Forza Italia, gli applausi dei deputati di opposizione davanti le associazioni dei parenti vittime della strada che erano venute ad assistere quello che doveva essere il voto finale e il testo che torna per l’ennesima volta al Senato, in un continuo ping-pong legislativo che basterebbe da solo a giustificare la necessità del superamento del bicameralismo perfetto.

L’indignazione che monta, le agenzie che si susseguono e poi, come spesso accade, l’improvviso silenzio. Ci ha pensato la realtà, con tutta la sua durezza, a presentare il conto. Un autista ubriaco che ad Arezzo investe ed uccide una donna e sua figlia di dieci anni. Un pirata della strada che venerdì scorso uccide un motociclista sul raccordo anulare di Roma e come se nulla fosse si reca al lavoro dopo la fuga.

Se prendessimo solo gli episodi di cronaca relativi ai casi di “omicidi stradali” commessi da pirati o da autisti ubriachi o sotto effetto di stupefacenti avvenuti dallo scorso 21 gennaio ad oggi, basterebbero a comprendere quanto sia urgente per il nostro Paese dotarsi di una legislazione moderna ed efficace su questo tema.

Come ho già avuto modo di spiegare, nessuno ritiene che il semplice inasprimento delle pene possa risolvere da solo l’enorme questione della sicurezza stradale che passa anzi da un’azione coordinata volta a portare avanti iniziative formative ed informative sulla guida sicura, controlli maggiori e più efficaci  delle nostre strade ed investimenti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete viaria; ma una riforma volta a tutelare maggiormente le vittime di pirati della strada, o quanto meno a garantire una giustizia certa non è più rinviabile.

Per questo motivo ritengo fondamentale che il ddl sull’ omicidio stradale venga approvato rapidamente in via definitiva al Senato.

Un atto che costituirebbe senza dubbio un segnale di attenzione e che ridarebbe credibilità al Parlamento e alla Politica agli occhi dei tanti cittadini e delle tante associazioni che hanno seguito l’iter legislativo di questo provvedimento e si sono battute per la sua approvazione.

 

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