Oltre l’Isis, le vere ragioni del trionfo di Marine Le Pen

Francia
epa05057420 French far-right political party National Front (FN) Marine Le Pen waves as she arrives to speak after that results of the first round of the regional elections in at Francois Mitterand hall in Henin-Beaumont, northern France, 06 December 2015. The performance of France's anti-immigration National Front party was being closely watched in the regional elections, as it seeks to capitalize on its hard line in the wake of the recent terrorist attacks in Paris.  EPA/JULIEN WARNAND

Il segreto di Marine Le Pen sta in un mix di abilità retoriche e acume politico

C’è poco da dire, il Front National di Marine Le Pen ha stravinto il primo turno delle elezioni regionali francesi svoltosi ieri in Francia. Primo partito nazionale con oltre il 28% dei voti, è in testa in 6 delle 13 nuove super-regioni della Francia metropolitana nate dalla fusione delle precedenti 22.

Comprensibilmente, di fronte ad un fatto politico di simile portata, già abbondano analisi di ogni tipo. C’è poco da dire o scrivere che non sia già stato detto o scritto su questo risultato, sulle sue cause e sulle sue possibili conseguenze, per cui vorrei solamente sottolineare tre ingredienti secondo me fondamentali nella ricetta vincente del nuovo Front National di Marine Le Pen. Li chiamerei, azzardando un po': il passaggio di successione perfetto; la forza rispettabile e rassicurante; la gestione perfetta del dopo Parigi.

In primis, ciò che realmente stupisce è il modo in cui Marine abbia saputo non solo ereditare dal padre Jean Marie la guida di un partito che nel 2002 aveva raggiunto lo storico traguardo del ballottaggio presidenziale, ma anche fare di tale passaggio di successione il crocevia per una nuova avvincente e fortunata storia. L’ereditarietà della leadership di un partito populista della destra radicale fortemente personalizzato – come è il FN – costituisce, nel panorama mondiale della scienza politica, un elemento delicatissimo e altamente controverso che spesso dà adito a processi fallimentari che vedono il partito in questione dissolversi o comunque perdere consenso. Nel caso dei Le Pen sembra essere accaduto esattamente l’opposto, con l’effetto rivitalizzante della nuova leadership di Marine. Abilità retoriche e comunicative, revisione o rimodulazione degli elementi maggiormente legati al bagaglio ideologico dell’estrema destra neofascista, abbandono dei tratti eccessivamente nazionalistici, xenofobi e razzisti: ecco il segreto del rilancio del FN guidato da Marine Le Pen, la quale – credetemi – non potrà che gioire e rallegrarsi dei continui e ripetuti strali lanciati dal padre verso la figlia e la sua nuova creatura.

Il secondo elemento vincente della strategia di Marine Le Pen sta nell’accreditarsi agli occhi di tutta l’opinione pubblica come il leader di una forza rispettabile e rassicurante – altro che il cordone sanitario necessario ai tempi del padre! Marine rispetto al padre è giovane e donna, meno eccessiva nei toni e raramente fuori luogo, e benché la sua proposta politica sia quella di un partito populista, nazionalista di destra, antieuropeista e sostanzialmente anti-immigrati, è sempre attenta a presentare sé e il suo Front National come in perfetta sintonia con gli umori, le opinioni e i bisogni del francese medio. Come scriveva il politologo Taggart “il nuovo populismo si presenta a destra, contro il sistema e tuttavia si definisce come nella ‘mentalità corrente’”. Marine Le Pen in questo è bravissima.

Terzo, e in connessione, c’è l’ottima gestione della fase successiva agli attentati di Parigi (peraltro erano giorni di piena campagna elettorale). Il Front National ha sospeso i propri appuntamenti, si è stretto attorno al dolore della Nazione e ha lasciato che a parlare e ad agire fossero il Presidente Hollande e il governo Valls. Ha rinunciato al facile sciacallaggio, ha preferito il silenzio e il cordoglio, e con ciò ha incrementato il proprio potenziale di credibilità e rassicurazione.

“Siamo noi l’unico vero fronte repubblicano”, ha affermato stanotte Marine Le Pen. Ecco, uno dei punti di forza del doppio turno francese è sempre stata l’extrema ratio di un “fronte repubblicano” al secondo turno per tagliare fuori le forze estremiste. Il fatto che dopo questo primo turno Marine Le Pen si accrediti come unico autentico fronte repubblicano di Francia – e che ciò risulti credibile e perfino rassicurante – è un fatto nuovo e che merita molta attenzione.

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