Oliviero Beha, una vita da mediano (ora al Fatto)

Il Fattone
Oliviero Beha ritratto nello studio della trasmissione di Rai 3 ''Brontolo'',  28 maggio 2012, a Roma.  ANSA/CLAUDIO ONORATI

Il giornale di Travaglio arruola vecchie glorie purché siano malmostose

Il giornale della Rabbia Quotidiana nel corso del tempo e della sempre crescente iracondia verso la vita ha via via arruolato gente più o meno sfigata – purché allineata con l’umore nero del suo direttore – come quelle squadre di calcio asiatiche o statunitensi che prendono vecchie glorie con pochi soldi per qualche esibizione.

Una all stars di gente nervosa. Ci sono personaggi più vari, diversi giornalisti in pensione, blogger vagamente estrosi, belle ragazze di qualche lettura, ex stelle della TV,  critici musicali in disarmo e malmostosi (vedi il rabbioso articolo dell’altro giorno di Paolo Isotta contro il grande Riccardo Muti).

Bene, un po’ a tutte queste categorie – tranne le belle ragazze, naturalmente – appartiene Oliviero Beha, che sul Fatto scrive pezzi-random, su tutto quello che gli passa per la testa, con un unico denominatore comune: l’odio per Matteo Renzi.

Beha è stato un giornalista importante, uno che ha avuto l’onestà di intitolare un suo programma televisivo L’antipatico, uno che si è messo ai margini quando si è reso conto che non funzionava più, un personaggio “contro”, sempre e comunque. E dove poteva trovare riparo, uno così in lotta con il mondo, se non all’organo paragrillesco diretto dal nostro Travaglio?

E così, Beha “porta palla”, lento e greve, da vero mediano a caccia di palle giornalistiche che poi altri, più bravi di lui, forse metteranno in rete. Eccolo dunque oggi scrivere un pezzo su gufi e rosiconi che racconta – si fa per dire – la vicenda delle banche, non avendo né notizie né commenti da fornire ai lettori, e poi, come gli alunni a corto di idee che allungano il brodo del temino,  ci mette qualche svolazzo sullo smog e su Roma che non c’entrano niente. Così che anche questo, non è la prima volta, si rivela un articolo totalmente inutile, come sovente capita alle giocate dei mediani.

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