Olimpiadi, un investimento per il futuro

Community
olimpiadi

Le leggi per contrastare la corruzione e lo sperpero di denaro pubblico ci sono. Expo Milano deve essere il modello e rilanciare l’economia il nostro obiettivo

Siamo nel 2016 e mancherebbero 8 anni alle Olimpiadi del 2024. Un tempo sufficiente affinché tutto cambi dato il periodo storico che stiamo vivendo, in cui gli avvenimenti non danno spazio a riflessioni e respiri. Chi scrive è un ragazzo di 24 anni, romano, laureando in Diritto amministrativo europeo con una tesi sugli appalti pubblici. Iscritto al Partito Democratico di Roma. E leggere le motivazione con cui il Movimento 5 Stelle vorrebbe respingere le Olimpiadi, mi obbliga a fare una triste constatazione: si sta semplicemente attestando che in 8 anni tutto il mondo può cambiare, tranne l’Italia ed i suoi mali.

Corruzione e sperpero del denaro pubblico. Queste le due questioni che spingono a dire no alle Olimpiadi. Che sono banalmente due caratteristiche proprie del nostro paese. E Roma è attualmente mangiata da questi mali che stanno consumando le istituzioni, l’economia ed i cittadini. Ma non per questo si può rimanere fermi, anzi. I mali si affrontano, si sfidano e la mia città ha disperatamente bisogno di aiuto e di investimenti. Il suicidio o l’immobilismo economico di una città che non riesce a diventare una capitale europea, aggraverà la situazione. I giovani andranno via se l’attuale classe dirigente non è nemmeno capace di sfidare tutto e tutti, ribadendo che in 8 anni si può cambiare.

Alcuni potrebbero eccepire a quanto ho scritto facendomi dei paragoni: le Olimpiadi del ‘60, i debiti dei mondiali di calcio del ‘90, gli sprechi dei mondiali di nuoto del 2009. Tutto vero, ma stiamo parlando di epoche fa. Basta studiare le normative attuali in tema di contrasto alla corruzione, di affidamento degli appalti pubblici, di poteri dell’Autorità preposte (ANAC). E’ stato tutto profondamente riformato in questi anni. Ed avremmo altri 8 per migliorare ancora.

Romano Prodi ebbe una intuizione nel 2006: inseguire il sogno EXPO per Milano, sfidando i progetti concorrenti e dati per favoriti della Turchia e della Sud Korea. Anche il quel caso furono fatti paragoni con i problemi di EXPO-Genova del 1992. Allora Milano era decadente e di Roma, invece, si sapeva che era la città che funzionava meglio in Italia, che trainava il PIL e dove si offrivano servizi e benessere al cittadino. Ma ora è tutto il contrario: Milano splendente e rinata, Roma triste ed arrabbiata. Ed EXPO in questo cambiamento ha il suo ruolo. Crediamoci in queste Olimpiadi come se fossero un grandissimo investimento. Una occasione per ridistribuire ricchezza in opere urbanistiche e rilanciare l’economia di tutto il Centro Italia. Sfidiamo i nostri limiti e non facciamoci frenare dai preconcetti. Ci viene offerto il più grande investimento possibile, con una vetrina mondiale quali sono le Olimpiadi e le Paralimpiadi. Non rifiutiamo. Il modello da seguire è semplicemente italiano: Milano.

Scrivi la tua opinione su Unità.tv

Vedi anche

Altri articoli