Oggi la nuova Confindustria

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Il nuovo sistema di elezione del presidente di Confindustria ha mostrato limiti molto gravi

Oggi, a metà giornata, si saprà il nome del successore di Giorgio Squinzi al vertice di Confindustria. Senza avventurarsi in pronostici che la complessa geografia politica e i molti personalismi che caratterizzano i 193 componenti della Giunta dell’associazione degli industriali, si possono chiarire alcune delle scelte future che il paese si attende dagli industriali. In primo luogo, appare chiaro che il nuovo sistema di elezione del presidente ha mostrato limiti molto gravi. Il confronto sui programmi non c’è praticamente stato. Infatti, se ci si limita a leggere le dichiarazioni programmatiche ricostruite da vari giornali e dedotte dalle rare interviste dei protagonisti, si vede che tra i due candidati rimasti in corsa, Vincenzo Boccia ed Alberto Vacchi, non sembra esserci grande differenza. Sulle questioni sindacali i due sono praticamente sulla stessa linea, quella della Federmeccanica, tesa a depotenziare il contratto nazionale a favore della contrattazione in azienda. Entrambi vogliono una Confindustria meno costosa e capace di dare servizi migliori ai propri associati. E ci mancherebbe!

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