Oggi in piazza per l’Italia

Referendum
Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi all'incontro 'Portando l'Italia nel futuro: la riforma delle istituzioni', all'Università Cattolica. Milano, 29 gennaio 2016.  ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Con questa riforma costituzionale e con la nuova legge elettorale abbiamo l’occasione di avviare una nuova stagione, fatta di governi stabili. Mai come stavolta per il futuro dell’Italia “Basta un Sì”

Ci siamo. Oggi prende il via l’ultima tappa di un percorso che abbiamo iniziato due anni fa e che ci porterà al referendum di ottobre. Sarete voi, come è giusto che sia, a dire Sì o No alla nuova Costituzione.

Sarete voi a decidere se l’Italia riuscirà finalmente a voltare pagina o se invece deve essere condannata a restare ferma. Ma lo confesso, sono fiduciosa. Perché di fronte a noi c’è una grande opportunità. Con questa riforma costituzionale e con la nuova legge elettorale abbiamo l’occasione di avviare una nuova stagione, fatta di governi stabili. Nei prossimi settant’anni sarebbe bello, e utile per l’Italia, avere 14 governi e non 63 come purtroppo è accaduto nei settant’anni passati.

Era da oltre trent’anni che ci si limitava a tentativi di riforma più o meno convincenti ma tutti infruttuosi. Adesso siamo ad una svolta.

La fine del bicameralismo perfetto significa mettere le Istituzioni in condizione di funzionare meglio, significa poter approvare in tempi certi le leggi e non sottoporle più ad un interminabile rimpallo da una Camera all’altra. Riformare il Titolo V vuol dire eliminare la legislazione concorrente fra Stato e Regioni su materie fondamentali come ambiente, energia e grandi infrastrutture, evitando infiniti ricorsi alla Corte costituzionale.

E il fatto che il nuovo Senato sia composto non da 315 ma da 100 senatori senza più indennità, non è il segno di come il tema dei costi della politica possa essere affrontato concretamente e senza demagogia? Su questo neanche i critici della riforma riescono ad avanzare obiezioni. Certo, ci sono i professionisti del no e i maestri del però. Ma noi, tutti insieme, dobbiamo prenderci l’impegno di spiegare punto per punto perché l’Italia ha bisogno di questa riforma. Da oggi parte un viaggio affascinate fatto di partecipazione e coinvolgimento. Sarà bello stare nelle piazze, nelle scuole, nei mercati, nelle fabbriche a raccogliere le firme, ma anche a raccontare che futuro vogliamo scrivere per il nostro Paese. Lo faremo tutti insieme, fianco a fianco, come fianco a fianco abbiamo votato le riforme in Parlamento. Poi, dopo, al Congresso avremo modo di dividerci su posizioni diverse, ma oggi deve prevalere il Pd. Mai come stavolta per il futuro dell’Italia “Basta un Sì”.

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