Obiezione poco cosciente

Donne
aborto_194

L’estensore di questo testo sicuramente dimostra una scarsissima sensibilità e capacità professionale

Al di là delle indagini giudiziarie ancora in corso, il dramma della giovane madre di Catania e dei suoi due gemellini ha messo in luce una realtà inquietante: in un ospedale pubblico italiano i medici possono permettersi di non ottemperare ad una legge dello Stato. Come se ciò non bastasse, dall’ospedale di Bari è arrivato un altro messaggio altrettanto preoccupante per la legge 194.

Le donne che hanno appena subito una interruzione volontaria di gravidanza devono firmare uno stampato intimidatorio e umiliante. Riportiamo qui alcune frasi fra le più preoccupanti: «Gentile signora, su Sua richiesta è stata sottoposta a Ivg. Le auguriamo che l’inter vento cui si è sottoposta in data odierna rimanga unico. L’Ivg ha delle implicazioni di ordine morale, sociale e psicologico, non è solo una mera procedura chirurgica o farmacologica, ma un rischio per la stabilità emotiva con possibili ripercussioni sul piano relazionale. Perciò si dovrà adottare un valido metodo contraccettivo affinché la vita affettiva e sessuale possa svolgersi serenamente». Ammettendo pure che l’estensore di questo testo non intendesse intimidire e umiliare le pazienti, sicuramente dimostra una scarsissima sensibilità e capacità professionale.

Eppure sarebbe bastato che, prima di scrivere questo testo, si fosse preoccupato di incontrare e parlare con le persone a cui era diretto. Se avesse fatto ciò si sarebbe reso conto facilmente che le donne che si sottopongono all’interruzione volontaria di gravidanza, non la affrontano a «cuor leggero» e con superficialità come il suo scritto lascia pensare, al contrario, avrebbe toccato con mano la realtà di donne dilaniate dal dolore, dai dubbi e, cosa pesantissima, dal rimorso.

Qualcuno può obiettare che forse questo documento si proponeva solo di chiedere una specie di consenso informato sui rischi legati all’interruzione volontaria di gravidanza, ma se è così dobbiamo necessariamente chiederci perché non sia stato consegnato e fatto firmare prima dell’intervento, così come prevede la legge. Lo stesso consiglio finale di scegliersi un valido metodo contraccettivo per una vita sessuale più serena, di per sé lodevole, è formulato in tal modo ed in tale contesto, da ricordare l’infelice campagna pubblicitaria per il fertility day.

Pensano davvero, alla Asl di Bari, che facendo firmare un modulo anonimo potremmo aiutare le donne meno preparate ad affrontare la sessualità e la gravidanza? Se vogliono veramente che ricorrano tutte in modo più consapevole ed informato all’interruzione volontaria di gravidanza devono consigliare, aiutare ed accompagnare veramente le donne più in difficoltà. Le minacce per la legge 194 non si annidano solamente nei pregiudizi ideologici ma anche nell’ottusità di una burocrazia ossessionata dall’esigenza di risparmio e pronta a limitare l’aiuto alle donne alla compilazione di moduli informativi .

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