Obiettivo tarallucci e vino

M5S
Beppe Grillo durante la prima del Tour Grillo VS Grillo all'auditorium Lingotto di Torino, 8 aprile 2016. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

A Nettuno uno spettacolino che stride con la realtà

Il M5S, nell’ora più drammatica, fa catenaccio, butta la palla il tribuna e aspetta che le acque si calmino. Come quel personaggio di Manzoni: troncare, sopire. Lavora perché tutto finisca – come si dice – a tarallucci e vino.

È una tattica vista mille volte. Il problema è che questa è esattamente la politica dei politicanti che il Movimento di Grillo vuole combattere: anzi, è nato per questo. E si è rafforzato proprio grazie a questa radicale critica alle vecchia politica: bravi, i grillini, ad accreditarsi come la novità pulita, intransigente, trasparente, della politica italiana.

Ma che minchia c’entrano – come direbbe il Volontè di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto – la pulizia, l’intransigenza, la trasparenza con il caos di questi giorni? Sono ore piene di bugie, “non ho capito”, io non c’ero e se c’ero dormivo: al confronto le vicende di Rosa Capuozzo (Quarto, ricordate?) sono una fiaba dei fratelli Grimm, eppure venne espulsa, ci fu uno psicodramma. Per non dire di Pizzarotti. Un altro venne espulso perché era andato in tv. Oggi il capetto Di Maio dalla tv scappa. Che nemesi.

E stasera a Nettuno è andato in scena uno spettacolino del vecchio comico Beppe Grillo in versione “ce l’hanno tutti con noi” (ma se hanno fatto tutto da soli,) circondato dai soliti “ragazzi fantastici” – nel frattempo un po’ meno giovani – quei Di Maio-Di Battista-Taverna-Ruocco- Fico-Sibilia perennemente in conclave segreto che nemmeno il politburo del Pcus.

Bene, hanno fatto il solito caro vecchio patto di potere, fra loro e con l’astuta Virginia Raggi, vera donna di potere: lasciamo passà ‘a nuttata. Se lo sono detto, magari col pugnale dietro la schiena.

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