Non siamo tutti come lo studente di Catania (per fortuna)

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alessio grancagnolo

Al conformismo ideologico di Grancagnolo preferisco chi mantiene un approccio critico ma non dettato da una militanza cieca

Alessio Grancagnolo, nella sua arcinota polemica col ministro Boschi, ha sacrificato la curiosità dello studente universitario per l’esibizionismo dell’aspirante politico: una mossa senz’altro legittima, per di più vincente sul piano “strategico”, ma di per sé inadatta a conferirgli lo status di eroe generazionale di cui sta suo malgrado beneficiando in questi giorni – chi scrive, sebbene sia suo coetaneo e “collega”, non si riconosce minimamente in questa tipologia di attivismo politico.

Alcune delle obiezioni che ha sollevato nel suo intervento sono puntuali e condivisibili, altre abbondantemente inflazionate: il tutto è comunque alluvionato di una retorica del contropotere francamente ridicola. Sin dalla premessa ha assunto la posa del dissidente, per poi essere interrotto dal rettore otto minuti dopo: e fu subito piazza Tienanmen. Dopodiché nel web il tutto è stato confezionato e sponsorizzato col solito schema, l’eroe proletario che umilia il potente e l’apparato repressivo borghese che prontamente si mobilita per metterlo a tacere.

Pertanto, se promuovendo Alessio a simbolo del riscatto di una generazione sottostimata ci si riferisce all’astuzia del nativo digitale in grado di innescare la cosiddetta “viralità”, bene, è evidente che noi ventenni conosciamo i meccanismi del web e sappiamo cavalcarli a nostro vantaggio: ci presenteremo nel mercato del lavoro ben attrezzati per affrontare quel processo di digitalizzazione che in Italia – tardivamente e lentamente – sta ottimizzando il settore pubblico e quello privato.

Ma se tale mitizzazione sottende la nostalgia dell’era in cui la formazione civica, politica e perfino umana dei ventenni era monopolio delle sezioni di partito, allora si sta commettendo un errore: la militanza cieca radicalizza, subordina lo spirito critico a un conformismo ideologico, a un sentimento gregario – l’antieuropeismo oltranzista dal quale Alessio non sembra essere esente (in un tweet ha definito l’Ue «il Quarto Reich»: siamo ben oltre l’iperbole) esemplifica perfettamente tali effetti collaterali.

 

Gli studenti che faticosamente cercano di preservare la propria individualità intellettuale, affacciandosi al mondo con un approccio critico e non polemico o aprioristico, sono preferibili a quelli che, in preda ad una fregola ideologica tardoadolescenziale, chiedono la parola più per scaldare i cuori che per stimolare le menti.

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