Non si impostano le battaglie politiche sulla salma di un bambino

Roma
metropolitana1

La deputata grillina Roberta Lombardi, con un macabro post su facebook, ha vergognosamente speculato sulla tragedia del piccolo Marco pur di attaccare il sindaco Marino

La cronaca la conosciamo: Metro di Roma, fermata Furio Camillo. Una donna col suo bambino di quattro anni rimane bloccata nell’ascensore. Capita. Percepito il tenore concitato della circostanza, chiede aiuto. Aiuto che arriva, ma non dalla squadra di soccorso abilitata, bensì da un addetto Atac che, evidentemente per eccesso di generosità, effettua le manovre di emergenza per liberare la donna e il piccolo, pur non essendo autorizzato a tal tipo di manovra.

E’ il 9 Luglio. Ore 17.

Il piccolo Marco, durante il tentativo di trasbordo, precipita per 20 metri lungo la tromba dell’ascensore e si schianta. Una disgrazia. Il sindaco Marino apprende dell’accaduto e si reca sul posto. Ma è troppo tardi. La politica ha già parlato, per bocca della deputata grillina Roberta Lombardi che, su Facebook, scrive “La Roma di Marino, reduce da quella di Alemanno, è degna del terzo mondo”, imputando la responsabilità per direttissima al Sindaco.

Chissene della funzione giurisdizionale, delle indagini; alle 17.48 il caso è già chiuso. L’oracolo ha parlato: la colpa è di Marino. Si utilizzi pure il corpo ancora caldo di un bambino morto se può servire a imbrattare l’immagine del sindaco, che ce frega. Noi siamo l’opposizione, a fortiori er 5 Stelle.

Venti minuti dopo commento d’impulso il macabro post dell’onorevole(?) Lombardi. Le chiedo se non prova vergogna a speculare sull’accaduto pur di raccapezzare “mi piace” contro il primo cittadino. A seguire, infatti, prova a correggere il tiro e scrive “E’ vero, un tale dramma sarebbe potuto verificarsi anche con un’amministrazione a 5 Stelle”.

lombardi

La verità è che in quel momento, di Marco, all’onorevole(?) Lombardi non interessava niente. Non ha speso una sola parola di cordoglio nei confronti dei genitori. Ha preferito gettare in pasto alla folla brulicante la focaccia di cerbero, per perorare la causa dello sciacallaggio, come gli avvoltoi quando hanno fame.

Ripugnante, meschina, triste, fallace, infamante propaganda politica. Sic et simpliciter.

Del resto c’era da aspettarselo da una che, alla consultazione con Bersani per formare un Governo nel 2013, rispose “mi sembra di stare a Ballarò”.

Provo tanta, profonda e sofferta disistima per gli arruffapopolo, ladri di attenzione e lucidità.

Che la terra ti sia lieve, piccolo Marco.

“Siate maledetti tutti voi che cercate l’onore attraverso la demagogia. Possiate restarmi ignoti, voi che non esitate a danneggiare i vostri amici – pur di dire qualcosa che risulti gradita alla folla”.

(Euripide, Ecuba, 454-457)

 

Adriano Licata (Segretario dei Giovani Democratici di Leonforte – EN e Coordinatore della Federazione degli Studenti Siciliana)

 

Partecipa al dibattito su Unità.tv

Vedi anche

Altri articoli