Non possiamo chiamare gli elettori solo per le primarie

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Le operazioni di voto per le primarie del centrosinistra per il candidato a sindaco di Napoli, nel quartiere di Scampia, 6 marzo 2016. ANSA/CESARE ABBATE/

Studiamo meglio i buoni esempi (perché ci sono) che vengono dai territori e individuiamo strumenti e luoghi di ascolto

Non facciamo di tutta l’erba un fascio. Ci sono circoli per l’Italia che funzionano, che propongono, che creano classe dirigente. È il caso di promuovere a livello nazionale giornate studio per approfondire “i casi migliori”. Partiamo dai buoni esempi che possiamo trovare nei nostri territori e affidiamo ad un gruppo di lavoro un monitoraggio serio regione per regione.

I circoli vanno ripensati nella loro organizzazione provando a dare attuazione all’articolo 2 del nostro Statuto: “Il Partito democratico è un partito federale costituito da elettori ed iscritti, fondato sul principio delle pari opportunità, secondo lo spirito degli articoli 2, 49 e 51 della Costituzione”. Iscritti ed elettori. Non releghiamo gli elettori solo alla scelta delle candidature ad ogni livello con le primarie. È arrivato il momento di individuare strumenti e luoghi, utilizzando la rete non per prendere effimere decisioni, ma per dare voce a contributi, istanze e riflessioni.

La nostra forza sono migliaia di sedi che possono rappresentare punti di riferimento se solo si aprissero all’ascolto della società e delle singole comunità. Molto spesso, invece, l’apertura al confronto, interno ed esterno, viene resa impossibile. L’unica prospettiva è contaminarsi, con le idee, con le persone, allargare la partecipazione, costruire laboratori dal basso che sperimentino nuove forme di organizzazione. Non possiamo far morire queste cellule lasciando a piccole cerchie di persone le decisioni e l’idea di rappresentanza della nostra grande comunità democratica.

I circoli non possono ridursi a infinite conte o cooptazioni (quasi sempre al ribasso), ma devono rappresentare fucine di cambiamento e programmare per i territori, trasformando le idee in buone pratiche amministrative. Il Pd e i circoli non sono un fine, ma uno strumento che parte dalla realtà e guarda al futuro.

 

LA NOSTRA CAMPAGNA D’ASCOLTO – Come dovrebbero cambiare i circoli del Pd? A voi la parola

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