Non ha vinto Renzi, hanno perso gli antirenziani

Il Fattone
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante le operazioni di voto per il referendum abrogativo sulla durata delle trivellazioni in mare, Bari, 17 aprile 2016.
ANSA/VINCENZO CHIUMARULO

Politicizzare il referendum contro il premier è stato un errore clamoroso

Un buon modo per prepararsi alla prossima battaglia, dopo averne perduta una, è ammettere la sconfitta, far tesoro dell’accaduto e provare a correggere gli errori commessi: non a caso fra i discorsi di Renzi che più sono piaciuti (anche ai suoi avversari) c’è quello con cui, quasi quattro anni fa, accettò senza infingimenti e senza alibi la sconfitta alle primarie che scelsero Bersani come candidato premier del centrosinistra.

Fingere di aver vinto – come da ieri sera va urlando in giro Michele Emiliano – non è soltanto un’offesa all’intelligenza degli elettori e dell’opinione pubblica: è un errore politico. Così come è un errore fabbricarsi un alibi e nascondervisi dietro, incolpando gli altri anziché riflettere sulle proprie manchevolezze. Se si perde soltanto per colpa degli altri, vorrei dire a Travaglio e agli altri sconfitti di domenica, non si potrà mai vincere: se invece la sconfitta è anche una mia responsabilità, correggendomi ho la possibilità di rovesciare in futuro il risultato.

“Davide e Golia” è il titolo dell’editoriale con cui il direttore del Fatto assolve gli sconfitti e accusa i vincitori. La tesi è rozza, forse perché né Travaglio né altri perdenti seriali hanno troppa stima dei propri (e)lettori, e si può riassumere così: abbiamo perso perché contro di noi s’è scatenato l’universo mondo e perché i cattivi sono sempre più forti.

A favore della partecipazione al referendum, oltre al Fatto, si sono schierati tutti i partiti presenti in Parlamento, tutti i partiti non presenti in Parlamento, la minoranza del Pd, i presidenti del Senato, della Camera e della Corte costituzionale, i conduttori di tutti i talk show, la magistratura militante, il sindacato, tutti i quotidiani d’opinione. Dall’altra parte c’era Renzi. Il quale sarà anche Superman – Travaglio ha un debole per gli uomini forti, oltreché per le belle donne – ma di sicuro sul referendum di domenica non ha avuto l’aiuto né l’appoggio di nessuno.

Negli ultimi vent’anni ci sono stati 28 referendum in sette tornate. La media dei votanti è stata del 34,4%. Domenica è successo esattamente quello che è successo negli ultimi vent’anni: è così difficile da capire? L’errore dei mujaheddin antirenziani è stato quello di politicizzare contro Renzi un referendum che tutti sapevano del tutto inutile. Non ha vinto Renzi: avete perso voi.

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