Non entriamo nell’età dell’ansia

Politica
Foto Roberto Monaldo / LaPresse
31-01-2015 Roma
Politica
I Presidenti di Camera e Senato annunciano a Sergio Mattarella l'elezione a Presidente della Repubblica
Nella foto Sergio Mattarella

Photo Roberto Monaldo / LaPresse
31-01-2015 Rome (Italy)
The Presidents of the Chamber of Deputies and Senate go to Sergio Mattarella to announce the election for President of the Republic
In the photo Sergio Mattarella

Ecco il discorso di Sergio Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio, il tradizionale incontro del presidente della Repubblica con la stampa parlamentare

È un periodo, questo, che, non molti giorni fa, Padre Jacques Hamel, trucidato ieri nella sua chiesa, aveva definito “Un tempo per essere rispettosi degli altri, chiunque essi siano”, parole che sottolineano, meglio di qualunque altra cosa, l’enormità del crimine. In queste ultime settimane abbiamo attraversato eventi tristi per il nostro Paese. Dalla strage di Dacca alla sciagura ferroviaria in Puglia, alla strage di Nizza: tanti nostri concittadini hanno perso la vita o sono ancora alle prese con le conseguenze di quegli eventi. Si aggiunge a tutto questo ancora l’attesa di giustizia per la barbara uccisione di Giulio Regeni. Il pensiero corre anche ad altri luoghi, alla recente strage di Kabul, a Istanbul, a Orlando, ai tanti attentati in Iraq, alle vittime negli ospedali della Siria, alla strage di disabili in Giappone. Nessun luogo è ormai lontano e in nessun luogo la violenza può essere considerata normale. Per concentrare la nostra attenzione sull’Europa siamo costretti a ripercorrere un itinerario di crimini che va da Utoya a Charlie Hebdo, dal Bataclan al pilota tedesco suicida con centocinquanta vittime, dall’aeroporto di Bruxelles all’assassinio della deputata inglese Jo Cox, dalla strage di Nizza a quella di Monaco e ancora, ad Ansbach, a SaintEtienne- du-Rouvray

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