Non è sinistra, ma solo dilettantismo

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Il nuovo gruppo parlamentare "Sinistra Italiana" fotografato al termine dell'incontro al teatro Quirino, Roma, 7 novembre 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il più grave errore di Sinistra Italiana è quello di preferire un interlocutore antisistema come il M5S rispetto al Pd

Ancora una volta una scissione di sinistra pretende di definire cosa sia e quale sia la vera sinistra, ovviamente riferendosi a se stessa. La cosa sconcertante di questo ennesimo tentativo di richiamo alla purezza e all’ortodossia è, però, la palese contraddizione con la storia e la cultura a cui si riconducono i personaggi dell’avventurosa Sinistra Italiana.

La sinistra di governo degli ultimi 20 anni, cioè dall’Ulivo in poi, ha mai definito “deriva autoritaria” la fine del bicameralismo perfetto e una legge maggioritaria a doppio turno? Ha mai preso le difese di un sistema di selezione elettorale della classe dirigente come le preferenze, accusate invece nel passato di essere un “cancro” politico? Ha mai perseguito una lotta mordace contro tutte le forme di ridistribuzione della ricchezza, del reddito e di riduzione del cuneo fiscale compiute dai governi sostenuti, come, nel caso del governo Renzi, gli 80 euro in busta paga, la decontribuzione dei contratti a tempo indeterminato, l’eliminazione del costo lavoro sull’Irap, l’eliminazione della tassa sulla prima casa?

Si potrebbe continuare all’infinito richiamando tutte le contraddizioni espresse in questo periodo dalle personalità oggi fondatrici di questo nuovo movimento politico. Forse, però, la più grave incoerenza da sottolineare è questa: preferire come interlocutore politico un movimento dichiaratamente antisistema, sfacciatamente populista e qualunquista, rispetto alla forza più grande del centrosinistra, il Pd. Questo non solo non è mai stato nelle corde di nessun partito che si dichiari di sinistra di governo, ma probabilmente presente solo in quelle correnti extraparlamentari che, in maniera minoritaria, hanno tormentato il dibattito politico e culturale della prima Repubblica.

Per di più, tutto ciò vuole essere praticato nell’ambito delle elezioni amministrative nella prossima primavera 2016, il terreno invece in cui, sempre nella storia politica italiana, si sono potute sperimentare innovative soluzioni politiche che hanno ammodernato e reso vincenti le proposte di un centrosinistra largo, unito e partecipato.

Questo non è solo un’ulteriore contraddizione o lettura politica sbagliata, ma l’espressione di vero e proprio dilettantismo. Quindi, per piacere, liberateci quali elettori di centrosinistra dalla vostra incapacità e dannosità.

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