Non è il momento di dividersi a sinistra

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Non è più tempo di liti interne o di logiche correntizie nel Pd: il partito deve riuscire a trasmettere alla società il processo in corso nel Paese

Negli ultimi giorni il sistema politico si è riposizionato, con la manifestazione unitaria del centrodestra a Bologna, la nascita del gruppo di Sinistra Italiana, lo scenario disegnato dai sondaggi che oggi vede in vantaggio il Movimento 5 Stelle nel ballottaggio alle elezioni politiche.

Il nuovo quadro prende atto del “cambiamento capillare, indelebile, strutturale” che si è prodotto nella politica italiana. Il Paese è oggi guidato da un governo presieduto dal segretario del Pd, il partito di centrosinistra più grande tra i partiti socialisti europei, e non da un leader di una coalizione spuria.

Grazie all’azione di governo e al mutamento della congiuntura economica si è ricostituito un clima di fiducia, che dovrà essere consolidato nel 2016: attraverso la manovra economica prevista con la legge di stabilità con il rilancio degli investimenti locali; attraverso la riforma costituzionale che coronerà il percorso riformatore, semplificando le procedure legislative e costruendo un assetto istituzionale più funzionale, snello e integrato, a livello nazionale e territoriale.

Il processo di cambiamento non è ancora compiutamente percepito nel Paese. Per questo non è più tempo di liti interne o di logiche correntizie nel Pd. Ma, ancor meno, è il momento delle divisioni a sinistra.

La prima sfida importante da affrontare a livello politico sarà infatti quella delle elezioni amministrative. Il Pd deve elaborare proposte politiche unitarie intorno alle quali costruire, anche attraverso le primarie per la scelta dei candidati sindaci, alleanze solide con le forze di sinistra e di centro e con le energie civiche che vogliono contribuire al governo delle Città: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e i tanti altri Comuni che andranno al voto nel 2016.

C’è inoltre bisogno di un’azione costante del Pd che faccia maturare nella società la consapevolezza del processo in atto, anche attraverso iniziative diffuse a sostegno della riforma costituzionale, che probabilmente sarà sottoposta a referendum nell’autunno 2016.

Gli eletti e gli iscritti riprendano l’iniziativa politica nei circoli e in ogni città per rendere il Partito democratico una comunità politica unita, aperta e inclusiva, lo strumento essenziale per condividere le proposte e l’azione di cambiamento del Paese.

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