Non c’è bisogno di capri espiatori per spiegare il terremoto

ControVerso
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Stavolta è tutto molto semplice, per quanto inaccettabile ai nostri sentimenti

Quando sei colpito da eventi imprevisti e drammatici , che si abbattono su di te, sulla tua comunità, sui tuoi vicini, eventi di cui non riesci a trovare il filo razionale per il modo assolutamente inatteso e casuale con cui colpiscono, la tentazione di inventare una qualche spiegazione, una giustificazione è molto forte e sfocia spesso in terreni al confine fra l’irrazionalità e la superstizione. Questo è avvenuto anche con i recenti terremoti e si presenta con varie tipologie.

La prima e più popolare è costituita dalle “bufale”. Il terremoto è colpa delle temperature calde di questi giorni, delle microbombe che scienziati irresponsabili fanno scoppiare nelle viscere della terra, delle trivellazioni petrolifere… Poi ci sono le spiegazione religiose o pseudoreligiose. Da quella del viceministro israeliano che ha visto nel terremoto la punizione divina all’Italia per la sua posizione sostenuta recentemente all’Unesco, negativa per Israele, a quella di Antonio Socci, che ha accusato il Papa di trescare con i protestanti, anziché starsene in Italia a richiedere la protezione della Madonna per l’Italia. O allo scrittore Massimiliano Parente che ha definito divertente il crollo delle chiese. Se ho capito bene con una provocazione tesa a dimostrare ai credenti che anche in quel caso dovevano rispettare la volontà divina.

Eppure è tutto molto semplice, per quanto inaccettabile ai nostri sentimenti. La Terra trema, si assesta, sussulta, si rompe, spinge e si muove a causa dell’enorme energia contenuta al suo interno. È una spiegazione razionale e persino banale. Ma, sembra, difficile da accettare. Più facile consolarsi o disperarsi trovando per l’ennesima volta un capro espiatorio.

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