Non cambieremo le nostre vite

Terrorismo
epa05227124 A man lights up candles during a memorial ceremony at Hanoi Tower in Hanoi, Vietnam 23 March 2016, in tribute to victims in terrorist attack in Brussels, Belgium. Many people have died and been injured in the terror attacks on 22 March 2016, which Islamic State (IS) has claimed responsibility for.  EPA/LUONG THAI LINH

Credo che, se anche fosse colpita l’Italia (purtroppo è nell’ordine delle cose possibili), non dovremmo piegarci mai

I terroristi ci possono colpire e spaventare, ma non potranno vincere. Ha detto di recente Shimon Peres: «È impossibile ricordare qualunque cosa che un terrorista abbia ottenuto, salvo che uccidere delle persone». La scommessa del terrore punta, ovviamente, a condizionarci, e a cambiare le nostre vite. Dobbiamo impedirlo, e siamo in grado di farlo. Sono stato a Parigi e Strasburgo dopo gli attentati, ed era facile scrutare l’inquietudine nei volti delle persone nelle stazioni e negli aeroporti; a Roma, la mia città, i flussi turistici dallo scorso novembre non si sono ancora ripresi.

Tornerò presto a Bruxelles e, come tutti coloro che la frequentano, tornerò senza alcuna paura. Credo che, se anche fosse colpita l’Italia (purtroppo è nell’ordine delle cose possibili), non dovremmo piegarci mai: qualcosa che dovremmo apprendere dal severo, tradizionale self-restraint britannico, è la solidità nel gestire l’indomani di un attentato omicida Non suoni improprio: la tragedia in Catalogna dove un autista irresponsabile ha ucciso 13 meravigliose ragazze (tra cui la figlia di una persona per cui ho profondissima stima, Giuseppe Scarascia Mugnozza) non spingerà nessuno a cancellare gli Erasmus; piuttosto – modesta consolazione per quei genitori, ma dovere basilare per le istituzioni responsabili – impone di far controllare più rigorosamente l’affidabilità di certi servizi che caricano su bus da turismo massivo troppe persone, non di rado sfruttando i conducenti. Se limitassimo i nostri viaggi per paura dell’Isis, ecco che una loro miserabile, e pur temporanea vittoria sarebbe conseguita.

Le organizzazioni terroristiche – Isis/Daesh, Al Qaeda, o qualunque altra – sono nostre nemiche. Vanno combattute, sconfitte, estirpate. La strada maestra è la cooperazione internazionale. Il Belgio, purtroppo, si è dimostrato per un certo periodo porto franco per criminali assassini, che non sono stati tenuti sotto controllo in modo adeguato, nonostante la contiguità tra l’Ile-de-France e la regione di Bruxelles. Occorre dire con franchezza, nel momento in cui esprimiamo totale solidarietà e vicinanza al nostro confratello popolo belga, che il modello frammentato delle istituzioni della sicurezza del Belgio non ha nuociuto alla libertà d’azione dei terroristi.

Del resto, noi ci troviamo di fronte a quel fenomeno che Olivier Roy ha lucidamente definito come «islamizzazione del radicalismo» piuttosto che «radicalizzazione dell’Islam». Ovvero: nel mare magno delle seconde e terze generazioni di immigrati nelle banlieues, è più facile aderire al fondamentalismo islamico come strumento eversivo, anziché alla violenza di un estremismo politico oggi fuori dall’orizzonte quotidiano; è più facile leggere le pubblicazioni del radicalismo religioso direttamente in francese, anziché in arabo.

E in Italia? Cosa dobbiamo attenderci? Certo, nel momento in cui si stringono le maglie altrove, l’Italia rischia maggiormente di diventare bersaglio. Anche se qui l’acqua in cui nuotare, per i terroristi, non è certo un mare. E le nostre capacità di intelligence sono senz’altro adeguate e credibili. Dagli attentati di Bruxelles, piuttosto, ci arrivano nuove, ottime ragioni per integrare ancor più le Intelligence europee, per passare a controlli dei confini europei affidati all’Ue, e a missioni operative sotto egida Ue, come chiede il governo Renzi. Ancora: ad integrare le norme antiterrorismo dei diversi Paesi europei troppo disomogenee, e non di rado in contrasto tra loro. La democrazia è fragile, per definizione. Ma la libertà che abbiamo conquistato è la nostra forza. E le forze del Buio e del Male – tanto più sotto le bandiere orrende di una falsa religione del terrore – saranno sconfitte dalla nostra libertà incardinata sulla democrazia

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