Noi giovani lavoratori sappiamo quanto serva modernizzare il Paese

Referendum
bastaunsi2

Un giovane artigiano, professionista o coltivatore diretto ha piena consapevolezza di quali lentezze possano affliggere la legislazione italiana

Il Referendum del 4 Dicembre si avvicina ed iniziano, come di consueto di fronte ad uno snodo elettorale cruciale, numerose interpretazioni della composizione socio-culturale degli elettorati: si cercano di definire i diversi profili dei sostenitori del Sì e del No e germogliano le analisi più superficiali e a tratti macchiettistiche riguardanti il mondo giovanile.

I “ragazzi” nati dopo il 1980 vengono dipinti come disinteressati e scarsamente impegnati, dormienti di fronte alla realtà. Mentre esiste, ve lo vogliamo dire, una realtà più complessa e in movimento, una Generazione Sì che ha deciso di raccogliere la sfida di modernizzazione del Paese con coraggio e consapevolezza, sfidando con forza il conformismo dell’anticonformismo che a volte affligge i nostri coetanei e costituendo una grande rete di comitati a favore della riforma costituzionale.

Da anni i dati ci raccontano di un aumento costante e sensibile dell’impegno civico dei giovani e dei giovanissimi. Di pari passo con una minor presenza, o meglio una minor fiducia, nella politica organizzata, sempre più ragazzi scelgono di dedicare il proprio tempo e le proprie energie all’associazionismo di ogni genere: sul fronte dei diritti civili, della difesa dei più poveri e per la promozione delle opportunità europee raccogliendo le esperienze di imprenditori, artigiani, giovani coltivatori e lavoratori.

Questa eterogeneità di esperienze e panorami sociali e culturali consente di mostrare, a occhi meno superficiali di quelli che spesso la leggono, la varietà del mondo giovanile, la sua incomprimibile carica di curiosità e la capacità di farsi carico dei problemi degli altri: in pratica una dimensione collettiva dove essere protagonisti. Un giovane artigiano, professionista o coltivatore diretto impegnati nella rappresentanza del proprio settore hanno piena consapevolezza di quali lentezze possano affliggere la legislazione del nostro paese. Un ragazzo impegnato nel terzo settore comprende perfettamente come una sfida di modernizzazione del sistema possa impattare sul suo quotidiano e di coloro che deve tutelare in maniera rilevante e immediata. Un giovane volontario che si mette al servizio della propria comunità e spesso dei più deboli e poveri ha ben chiaro quanto sia necessaria la sobrietà delle istituzioni perché queste siano convincenti e credibili, motivo per il quale è necessario contenere i costi della politica e fissare limiti retributivi di buon senso.

È proprio per questo motivo che moltissimi giovani hanno deciso di sostenere con convinzione la riforma costituzionale. Lo fanno e si rendono protagonisti in prima persona nel sostegno delle ragioni del Sì , perché colgono l’imp or tanza dell’appuntamento del 4 dicembre.

Questi giovani hanno consapevolezza che un Paese più giusto passa da un sistema che faccia i conti con la rapidità degli eventi, che un paese più efficiente si costruisce con gli strumenti di decisione e di legislazione che devono essere aggiornati e rispondenti ai bisogni del presente, ma sanno soprattutto che oggi si gioca la partita che deciderà quale paese abiteranno nei prossimi decenni.

Si gioca una sfida culturalmente inconciliabile tra coraggio e timore, tra opportunità e conservazione e che per essere artefici del nostro domani dobbiamo essere protagonisti dell’oggi. Molti si sono già esposti in favore del Sì al referendum del 4 Dicembre: Confindustria Giovani nella propria assemblea nazionale a Capri ne ha sottolineato l’importanza più volte, lo stesso ha fatto in ottica di investimento sul domani Coldiretti anche nella sua componente giovanile.

Nei mondi del cattolicesimo impegnato nel sociale come i Giovani delle Acli fino allo scoutismo, c’è un interessante dibattito e molte sono le voci che si alzano a sostegno del Sì, così come tra i giovani artigiani, i giovani professionisti o nel volontariato. Con chi si è convinto dell’importanza di giocare questa sfida con coraggio e a viso aperto, abbiamo dato vita a una rete generazionale dal nome: Generazione Sì, che raccoglie l’impegno nella promozione e nella spiegazione nel merito della riforma e che è lo strumento per poter parlare ai nostri coetanei, convincendoli del miglioramento che questa porta. Il mondo giovanile nella sua trasversalità, nella varietà di esperienze e contesti, sarà uno dei campi più importanti dove si giocherà la partita tra cambiamento e conservazione: noi giovani volontari, artigiani, imprenditori, profe ssionisti, coltivatori diretti, Sì, saremo in prima linea

Scrivi la tua opinione su Unità.tv

Vedi anche

Altri articoli