Noi dell’Anpi che votiamo Sì

Referendum
Una bandiera dell'Anpi in una foto del 25 aprile 2016. ANSA/ ALESSANDRA MASSI

Noi, iscritti all’ANPI, da antifascisti e nello spirito della Resistenza, Votiamo Sì per approvare il testo della Riforma Costituzionale sottoposto a referendum il prossimo 4 dicembre 2016

Noi, iscritti all’ANPI, consideriamo un grave errore aver trascinato l’Associazione nello scontro politico sul referendum del 4 dicembre 2016, in modo da dividere i propri iscritti tra chi difenderebbe la democrazia e chi no. Noi invece riteniamo che l’ANPI avrebbe dovuto mantenere una politica associativa di larga unità democratica, nel rispetto dei principi della Resistenza che hanno guidato i partigiani a combattere insieme (socialisti, comunisti, democristiani, liberali, repubblicani e anche monarchici), uniti al di là delle loro idee e fedi politiche, per liberare l’Italia dal fascismo e dal nazismo.

Avremmo quindi preferito che oggi l’ANPI si fosse mobilitata su obiettivi unificanti, laddove si gioca davvero il futuro della democrazia in Europa con il riemergere di ideologie reazionarie e fasciste, per impegnarsi nella difesa dei diritti fondamentali delle genti costrette all’esodo di massa e di chi è vittima della criminalità organizzata. Per questo motivo, noi iscritti all’ANPI, rivendichiamo la libertà di poter scegliere che cosa e chi votare nelle competizioni elettorali, di qualsiasi tipo e livello, e dichiariamo di votare Sì al prossimo referendum costituzionale. Votiamo Sì, perché il rischio di favorire l’autoritarismo non viene da questa riforma della Costituzione, ma dalla cronica ingovernabilità dell’Italia e dalla sua storica incapacità a modificarsi, diventando spesso vittima di populisti e demagoghi, com’è accaduto negli anni Venti con l’ascesa del fascismo mussoliniano e in tempi più recenti con il berlusconismo.

Votiamo Sì, perché condividiamo i contenuti di fondo della riforma costituzionale, che non modifica la prima parte della Costituzione dedicata ai principi fondanti della Repubblica Italiana, ma che vuole portare dei miglioramenti alla parte che regola il funzionamento del Parlamento e il rapporto tra lo Stato, le Regioni e le Autonomie locali. Votiamo Sì, perché condividiamo: il superamento del bicameralismo perfetto o paritario; la ridefinizione dei rapporti tra Stato e Regioni; il rafforzamento dei poteri di garanzia, con un quorum più alto per eleggere il Presidente della Repubblica, la diminuzione del quorum per i referendum abrogativi, l’introduzione di quello propositivo e la limitazione dei decreti legge; l’abolizione del CNEL e delle Province; la riduzione dei parlamentari, con l’eliminazione dei senatori direttamente eletti; la trasformazione del Senato in una Camera delle autonomie composta da sindaci e consiglieri regionali indicati dai cittadini al momento dell’elezione.

Votiamo Sì, consapevoli che questa riforma costituzionale, non esente da difetti, è solo l’inizio di un rinnovamento ancora da realizzare; coscienti che essa rappresenta solo un primo passo per ridurre doppie funzioni e costi di funzionamento nella Politica e nell’Amministrazione dello Stato; convinti che il rinnovamento della politica passerà soprattutto attraverso la riforma dei partiti, ai quali a Costituzione assegna un ruolo fondamentale nella espressione della rappresentanza e nel rapporto che essi devono ritrovare con la società. Votiamo Sì, perché votare No significherebbe lasciare tutto com’è oggi e ritrovarsi, ancora una volta, ad esprimere governi con maggioranze ambigue e con i doppi passaggi tra Camera e Senato che di fatto logorano la democrazia invece di garantirla. Votiamo Sì, auspicando che dopo il referendum si apra una stagione di rinnovamento della sinistra italiana, con la riscoperta dei valori dell’unità e per affermare gli ideali fondamentali della Costituzione: il lavoro, la pace, l’acco glienza, la solidarietà e l’equità sociale in modo da trasformare in realtà il sogno dei partigiani.

Noi, iscritti all’ANPI, da antifascisti e nello spirito della Resistenza, Votiamo Sì per approvare il testo della Riforma Costituzionale sottoposto a referendum il prossimo 4 dicembre 2016.

Primi firmatari Quercioli Franco, Sardelli Alessandro, Mattei Riccardo, Genivi Marcello, Alemanno Patrizia, Benucci Pier Paolo, Capaccioli Marco, Confetto Carmen, Lucarini Paola, Cruccolini Eros, Bellucci Gabriella, Gioffrè Roberto, Brunetti Leonardo, D’Eugenio Giuseppe, Quercioli Giovanni, Torniai Silvana, Teresa Vergalli, Gastone Malaguti, Romoli Luciana, Terradura Valchiria, Staino Sergio.

Per aderire scrivere a: ioiscrittoanpivotosi@gmail.com indicando nome, cognome e Sezione di appartenenza.

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