No Travaglio, Renzi non finirà come il negriero di Ettore Scola

Il Fattone
riusciranno

Il primo turno non è andato bene per il Pd ma la portata della sfida resta la stessa, e le forze in campo anche

Le analisi del voto richiedono tempo e pazienza, e, soprattutto, hanno bisogno di risultati su cui esercitarsi: ieri notte il quadro era tutt’altro che chiaro, e dunque è doverosa una certa indulgenza verso chi è stato comunque costretto a scrivere un commento. Ma c’è un punto nella riflessione di Marco Travaglio che merita di essere discusso perché non è affatto contingente, non dipende dai risultati elettorali di domenica ma, al contrario, contrassegna da molto tempo il modo di ragionare del direttore del Fatto.

Ai ballottaggi e ancor più al referendum di ottobre, scrive Travaglio, Renzi potrebbe “ritrovarsi negli scomodi panni del negriero in un celebre film di Ettore Scola, “Riusciranno i nostri eroi…”, che – picchiato da Alberto Sordi e da Bernard Blier – si lamenta per la loro scarsa sportività: ‘Ma siete due contro uno!’. E Sordi: ‘E se eravamo in tre, te menavamo in tre!’”. Insomma, e in buona sostanza, l’idea renziana di ridurre forzosamente ad uno schema bipolare (con il referendum, ma anche con l’Italicum) un sistema politico ormai tripolare è un errore clamoroso “vista la carica di antagonismo che Renzi è riuscito ad attirare contro se stesso”.

Che cosa non funziona in questo ragionamento? Può darsi che Renzi, come dice Travaglio, si sia attirato molte antipatie (capita sempre alle leadership forti): ma, piuttosto che una debolezza, a noi questo sembra un punto di forza, se non addirittura il punto essenziale del “renzismo”. La scommessa che Renzi ha lanciato poco più di due anni fa – far ripartire l’Italia, disarticolare il centrodestra, riassorbire la protesta grillina – rimane intatta nella sua portata strategica, e la divisione che crea è anche la premessa del consenso.

Il primo turno non è andato bene per il Pd – e, come ha ben detto proprio Renzi nella conferenza stampa di stamattina, “non bene” per un partito ambizioso signica “male” –, ma la portata della sfida resta la stessa, e le forze in campo anche. Nessuno ha mai pensato che la scommessa di Renzi fosse una passeggiata: la trasversalità che la segna profondamente, tuttavia, è anche la chiave della sua possibile, probabile vittoria a ottobre. La lotta continua, non è che un inizio.

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