No-cashday, l’Italia è pronta alla rivoluzione della moneta digitale

Economia
bancomat

I pagamenti digitali sono più efficienti e, soprattutto, sono una delle leve per la diffusione di una cultura digitale

Oggi in Europa si celebra il #NoCashday, la giornata dedicata ai metodi di pagamento alternativi al contante. La cosa curiosa è che proprio per l’Italia si tratta della sesta edizione, promossa dall’associazione CashlessWay. E’ un appuntamento importante, perché, accanto a diverse best pratctices, accende i riflettori su un punto deboli nel nostro paese: quello culturale.

Personalmente sono convinto che i pagamenti digitali siano più efficienti e soprattutto sono una delle leve per la diffusione di una cultura digitale. Per questo è importante che la pubblica amministrazione stia andando in questa direzione. Ma i benefici sociali sono superiori ai costi anche per il settore privato, e non solo perché l’offerta di strumenti di pagamento alternativi al contante è un servizio al cliente. Soprattutto dopo che l’Unione europea è recentemente intervenuta con un regolamento volto a ridurre i costi delle commissioni interbancarie a carico dei beneficiari del pagamento.

Sono anche un convinto sostenitore della libertà di scelta: il consumatore deve poter scegliere lo strumento di pagamento preferito, senza che il beneficiario possa imporre un sistema piuttosto che un altro. Durante la legge di stabilità, ho proprio lavorato in questa direzione con un emendamento volto a garantire l’accettabilità metodi di pagamenti digitali anche sotto i trenta euro.

Tuttavia, libertà di scelta, vuol dire anche completezza di informazione. E quindi  è fondamentale demolire un falso mito: il contante non è gratis. Secondo la Banca d’Italia parliamo di un costo noto di 8 miliardi di euro l’anno (circa mezzo punto di PIL) per varie componenti di costi, dagli oneri di amministrazione, custodia, assicurazione, trasporto. Ma ci sono anche costi che non sono considerati, quali quelli relativi a rischi, errori, furto o rapine, che potrebbero facilmente rappresentare una cifra di valore pari a quella indicata, se non superiore. Solitamente si tendono a considerare di più i costi dei pagamenti elettronici perché sono più evidenti e a trascurare quelli del contante, che potremmo considerare quindi come “costi occulti”.

Quest’anno il NoCashDay è una data doppiamente importante, perché ha un forte significato anche a livello internazionale. Infatti a Copenaghen, a Money2020 Europe, il più importante convegno sui pagamenti digitali a livello continentale, Geronimo Emili, presidente di Cashlessway, e David Birch, Director Innovation per Consult Hyperion e grande sostenitore della cashless society presenteranno una call to action rivolta ai Governi europei. “È giunto il tempo per i governi di familiarizzare seriamente con la ‘Cashless Economy’. Il costo del contante per la società è troppo elevato e distribuito in modo diseguale.” Si apre così il decalogo del manifesto. E’ un messaggio forte, che merita di essere ascoltato. A partire anche dal veloce recepimento della nuova direttiva sui pagamenti, nota come PSD2, emanata a fine dicembre e che l’Italia potrebbe mettere in cantiere già quest’anno, prima di altri paesi. Dimostrando che su questo come in altri settori innovativi, basti pensare alla diffusione della banda ultralarga, questo governo fa sul serio. La direttiva ha il merito di aprire il mercato dei pagamenti a nuovi players aumentando la concorrenza e quindi i benefici per utilizzatori e beneficiari.

Inoltre il recepimento potrebbe essere l’occasione, come del resto proposto anche da una risoluzione del Partito democratico approvata dalla Commissione finanze della Camera, per una complessiva razionalizzazione e riordino della disciplina di settore con l’obiettivo di rendere possibile la definizione di una cornice normativa unitaria al fine di semplificare il quadro di regole, ridurre gli oneri di compliance a carico dei prestatori, accrescere la consapevolezza e la tutela degli utenti di servizi di pagamento.

 

*Deputato e responsabile innovazione Pd

Vedi anche

Altri articoli