Nidi a Parma e M5S. Il difensore civico: “Lesa la partecipazione popolare”

M5S
Scuola_Infanzia_2014

Il Comune doveva dare una risposta. Il difensore civico si esprime sulla mancata indizione del referendum sugli asili

Deontologia e onestà intellettuale di chi vorrebbe rappresentare il nuovo in politica dovrebbe portare a scrivere la verità e non a nascondersi dietro i soliti slogan di facciata. E la verità è che i 5 stelle di Parma hanno sottratto lo sbandierato referendum a #quorumzero ai cittadini che da 180 giorni aspettano una risposta. Una risposta che va data da regolamento entro 30 giorni. 

Nel frattempo (il 30 ottobre) è però arrivata la risposta del difensore civico regionale al quale, come consiglieri di minoranza, ci siamo appellati con un esposto contro l’inerzia e il silenzio dell’amministrazione Pizzarotti. Il difensore civico è molto chiaro. La mancata risposta del comune entro i termini di regolamento “lede il diritto di partecipazione popolare” e individua una responsabilità da ritardo da parte dello stesso comune contro cui i cittadini lesi possono muovere azione legale sia in sede amministrativa che penale. 

Confidiamo che dopo il pronunciamento del difensore civico l’amministrazione 5 stelle darà infine risposta al comitato promotore del referendum, anche se ormai non vi sono più le condizioni perché questo si tenga visto che nei 180 giorni di silenzio si è proceduto celermente all’esternalizzazione di una delle scuole d’infanzia oggetto del quesito. 

Quanto ai tagli ai servizi educativi effettuati dall’amministrazione Pizzarotti la realtà sta nei numeri: sono stati tagliati in totale 183 posti, quasi tutti nei nidi, e questi tagli pesano tutti, anzi in misura ancora maggiore, sulle strutture a gestione diretta del Comune. L’amministrazione comunale perde infatti la gestione di 102 posti nelle scuole per l’infanzia e 113 posti nei nidi, mentre il numero complessivo di posti gestiti dalla coop. Proges, socio operativo delle partecipate Parma Infanzia e Parma 0-6, cresce di 32. Continuare ad affermare che con l’aumento della quota azionaria detenuta dal comune dal 49 al 51% si è riportato sotto controllo pubblico una delle due partecipate (i.e. Parma Infanzia), è gettare deliberatamente fumo negli occhi ai cittadini.

Il controllo di una società mista pubblico privato non dipende dalla quota azionaria, ma dai patti parasociali. E i patti dicono chiaramente che il controllo ce l’ha in mano il socio privato. Del socio privato sono anche tutti gli operatori compresi quelli della scuola d’infanzia La Tartaruga, una delle più grandi e storiche di Parma con più di 160 bambini, prima gestita direttamente dal Comune con proprio personale specializzato. 

Infine suona grottesco sostenere che si siano fatti i tagli perché ci si è ritrovati con “posti liberi negli asili”. Le liste d’attesa esistono tuttora e il fabbisogno rimane pressoché inalterato. Quello che è davvero cambiato con l’amministrazione 5 stelle è il costo del servizio aumentato in media del 30%. Sarebbe questo il modo di dare “il massimo sostegno alla rete pubblica dei nidi e delle scuole per l’infanzia”?

Nicola Dall’Olio Capogruppo PD Consiglio comunale di Parma 

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