Nel nome di Paolo Murialdi, giornalista e partigiano

MediaTelling
murialdi_paolo_001_jpg_axym

E’ partita, in questi giorni, l’attività della Fondazione di Studi sul Giornalismo che porta il suo nome

I suoi libri di storia del giornalismo sono sugli scaffali dei giornalisti che hanno affrontato l’esame professionale e nelle case degli studenti che, negli ultimi decenni, hanno studiato comunicazione nelle università. In particolare quel suo testo, “Come si legge un giornale”, ha aiutato tante generazioni di giornalisti a misurarsi con la teoria e la pratica del mestiere. Parlo di Paolo Murialdi, giornalista e partigiano, docente e cittadino da sempre impegnato nelle associazioni di categoria, al quale viene ora un importante riconoscimento: è partita, in questi giorni, l’attività della Fondazione di Studi sul Giornalismo che porta il suo nome.

A presiederla è stato chiamato Enzo Iacopino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, mentre del consiglio di amministrazione faranno parte, in maniera paritaria, i rappresentanti dei quattro enti che hanno contribuito alla realizzazione: Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Consiglio Nazionale dell’Ordine Professione, Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani e Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani. Segretario generale è Giancarlo Tartaglia.

Lo scopo è di raccogliere documentazione sulla storia del giornalismo, ricca ma per ora dispersa in diversi punti e istituzioni. Pensiamo, ad esempio, a quale prezioso materiale si potrà avere dalla sistematizzazione della documentazione archivistica degli enti di categoria.

La Fondazione dispone già oggi di cospicui fondi archivistici che vanno dal primo dopoguerra a oggi. Oltre ai documenti è stato costituito anche un fondo librario. La collaborazione con il Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche de La Sapienza permetterà di validare dal punto di vista scientifico l’opera di valorizzazione del patrimonio. La Fondazione con queste scelte rispetta la multiforme attività di Paolo Murialdi, che aveva cominciato a fare il giornalista nell’ormai lontano 1939 a Il Secolo XIX lavorando poi al Corriere della Sera e al Giorno. Più tardi aveva però ricoperto anche alti incarichi istituzionali (Rai, FNSI), aveva fondato (Problemi dell’informazione) per finire la sua attività, proprio nelle aule universitarie, insegnando a Torino, nel corso di laurea ìn Scienze della comunicazione.

Vedi anche

Altri articoli