Natale, shopping on line-mania. Con qualche problema

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L’acquisto di regali sulla rete aumenta ovunque. Una campagna di sensibilizzazione nelle scuole

Lo scorso Natale il 40% dei regali è stato acquistato sul web. Si tratta di un dato sorprendente solo a prima vista perché nel nostro paese gli e-buyers sono ormai 16 milioni e il mercato del commercio elettronico vale qualcosa come 16,6 miliardi di euro.

Spostando l’attenzione oltreoceano, basta guardare ai numeri del passato venerdì dello shopping per capire che gli acquisti su internet sta diventando la regola e non più l’eccezione. Le cifre sono da brivido: qualcuno andrà ancora in un negozio a comprarsi scarpe, pantaloni e ogni genere di piccolo e largo consumo?

Un’indagine della National Retail Federation ha riscontrato che durante il Giorno del Ringraziamento e appunto il Black Friday, la clientela ha preferito fare gli acquisti online: tra giovedì e venerdì scorsi i consumatori statunitensi hanno speso in rete 4,45 miliardi di dollari (secondo le stime Adobe Systems, che monitora gli acquisti su 4.500 siti Internet negli Stati Uniti) registrando una crescita delle vendite del 14% rispetto allo scorso anno.

Inoltre sembra che oltre la metà di tali acquisti sia stata processata tramite dispositivi mobili. Solo per quanto riguarda Walmart, circa metà degli ordini online è stata inserita attraverso smartphone e tablet,quasi il doppio rispetto allo scorso anno.

Secondo ShopperTrak, ha riportato il Wall Street Journal, durante il weekend del Ringraziamento gli americani hanno invece speso 12,1 miliardi di dollari nei negozi tradizionali, importo in calo rispetto allo scorso anno. Il panorama sta mutando e questo significa che i retailer che si affidano principalmente alla vendita negli store tradizionali dovranno fare i conti con un’evoluzione sostanziale delle modalità secondo le quali lo shopping natalizio andrà in scena nelle prossime settimane e negli anni a venire.

Le vendite online rappresentanoancora una piccola porzione dei risultati di queste catene, ma ormai la mela è spaccata a metà. La National RetailFederation ha infatti stimato che più di 103 milioni di persone hanno fatto shopping online nel week-end del Ringraziamento e quasi 102 milioni nei negozi, in base a un’indagine condotta su 4.200 acquirenti.

In base ai dati raccolti da Ibm, i dispositivi mobili hanno rappresentato circa il 57% del totale del traffico di shopping online, marcando una crescita del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e per la prima volta il mobile ha superato il desktop in occasione del Black Friday.

E da noi come vanno le cose? C’è da lavorare ma i segnali sono incoraggianti, soprattutto se si rendono i consumi più consapevoli. Mancata consegna del prodotto; mancato rimborso del prezzo pagato al momento dell’ordine on line, a fronte dell’omessa consegna del bene ordinato; diniego del riconoscimento del diritto di recesso e della garanzia; assenza di corrispondenza tra le caratteristiche indicate nel sito e il prodotto che si riceve. Sono questi i principali problemi che emergono negli acquisti che gli italiani fanno sul web e che l’Antitrust si trova ad affrontare nei casi di abusi e pratiche commerciali scorrette che gli vengono denunciati dai sempre più numerosi e-buyers.

Proprio per questo, al fine di informare al meglio tutti i cittadini sulle nuove tutele cui possono accedere grazie alla normativa europea, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in collaborazione con la Commissione Ue e il ministero della Pubblica Istruzione, ha avviato una campagna di sensibilizzazione su questi temi nelle scuole superiori italiane, avviata nell’ aprile scorso e ancora in corso, raggiungendo 2,5 milioni di studenti e oltre 5.000 scuole.

Durante le lezioni su tutto il territorio vengono illustrate garanzie, situazioni specifiche e modalità di denuncia degli abusi. Per quanto riguarda il commercio elettronico, agli studenti vengono forniti consigli utili per evitare problemi: la verifica delle caratteristiche del sito su cui si fanno acquisti; la genuinità dei blog informativi; le modalità di pagamento (preferibilmente da effettuare al momento della spedizione della merce e non prima); l’esistenza o meno dei riferimenti del venditore on line e della possibilità concreta di esercitare i diritti di recesso e garanzia.

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