Modesta proposta ai grillini: ok a dimezzare stipendi ma votate Sì alla riforma costituzionale

Costi della politica
La deputata M5S, Roberta Lombardi, durante la discussione generale sulla proposta di legge sulla riduzione delle indennita' dei parlamentari nell'aula di Montecitorio, Roma, 24 ottobre 2016.     ANSA/ETTORE FERRARI

La proposta della Lombardi è robetta rispetto alla legge Boschi

I grillini montano oggi un gran casino a Montecitorio su una proposta – che in fondo non è chissà quale rivoluzione – della Roberta Lombardi, già indimenticabile capogruppo del M5S nonché nemica di Virginia Raggi. Si tratta di portare l’indennità dei deputati da 5000 a 3000 euro, non toccando però gli oltre 7000 e passa dei rimborsi mensili.

Risultato finale (sintetizza Repubblica): la busta paga di un deputato passerebbe da 13.620mila a 11.120 euro.

A parte che necessariamente la proposta dovrà tornare in commissione, nel merito non pare una cosa così sconvolgente. L’ideale sarebbe se a questo taglio si accompagnasse una migliore qualità del lavoro, una maggiore presenza in aula (vero, Di Maio?), insomma un impegno più fattivo. Se si trovasse un meccanismo per legare lo stipendio alla produttività dei deputati sarebbe magnifico.

Personalmente farei così: bene il taglio (non eccezionale) dell’indennità. Però poi come fate a dire no ad una riforma che toglie 215 senatori, elimina le Province, razionalizza molte spese attuali dello Stato per un ammontare complessivo di svariate centinaia di milioni?

Dunque, sì al taglio dell’indennità e sì alla riforma costituzionale per cui voteremo il 4 dicembre.

Cara Lombardi, caro Grillo, ci state? O siete solo degli arruffapopolo?

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