Minoranza Pd, quando la realtà supera la fantasia

Community
Primo settembre - Bandiera Pd

E’ singolare come la vecchia classe dirigente del partito abbia sempre cercato di insegnare ai giovani il valore della “disciplina di partito” per poi dimenticarsene un attimo dopo aver perso il Congresso

E’ davvero singolare come la sinistra Pd stia portando avanti la battaglia del no al referendum, quando questo referendum incarna perfettamente gli obiettivi che il Partito si è sempre dato, non solo quando si chiamava democratico ma anche quando si chiamava comunista.

E’ ancora più singolare come la vecchia classe dirigente del partito abbia sempre cercato di insegnare ai giovani il valore della “disciplina di partito” per poi dimenticarsene un attimo dopo aver perso il Congresso. Stiamo attenti perché non riguarda solo il referendum di cui si parla – fondamentalmente – da pochi mesi, ma riguarda le strategie che la Sinistra dem ha intrapreso dal giorno dopo la vittoria di Matteo Renzi a Segretario del Partito fino ad oggi; una strategia che farebbe ridere se non facesse piangere qualsiasi dirigente del vecchio Pci.

Strategia fatta di colpi bassi, voti contrari in parlamento (dov’è la disciplina di partito ?), interviste rancorose e piene d’odio che hanno fatto di questo partito un campo di battaglia in un congresso permanente, clima estenuante per iscritti ed elettori.

La camera delle regioni, più stabilità, fine del bicameralismo perfetto, riduzione dei costi della politica e così via, sono nei programmi della sinistra da anni. Sembra ieri che D’Alema guidava la bicamerale per una riforma ben più radicale di quella che oggi combatte, sembra ieri che l’Unità, organo del Partito Comunista Italiano, pubblicava un programma di riforme per lo sviluppo del paese che prevedeva grosso modo le stesse modifiche apportate oggi dal Partito Democratico guidato da Matteo Renzi.

Inoltre, il Partito a vocazione maggioritaria non è una invenzione di Matteo Renzi, tantomeno di Veltroni, ma è il principio stesso su cui si basa la Sinistra dai tempi di Antonio Gramsci con il concetto di “egemonia culturale”. Dov’è la sinistra quindi?Sembra ieri che si discuteva di partito solido e partito liquido, scontro inutile e dannoso quanto autoreferenziale, ma dall’epilogo comico.

Il partito doveva essere solido quando il gruppo dirigente che l’ha guidato fino al 2013 era in maggioranza, liquido quando si trattava di votare contro il partito stesso in Parlamento e – ora – inesistente quando si tratta di attaccare il Segretario Nazionale su tutte le testate giornalistiche prima di una direzione all’insegna dell’unità. A volte la realtà supera davvero la fantasia.

Vedi anche

Altri articoli