Milano: la città noir adesso è fiction

Sicurezza
Il Belvedere, al 39esimo piano di Palazzo Lombardia, tinto di blu, in occasione della 'IX Giornata mondiale della consapevolezza dell'autismo', Milano, 2 aprile 2016. ANSA / US REGIONE LOMBARDIA
+++ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING+++

“Si dimenticano che una città vicina ai due milioni di abitanti ha un tono internazionale, non locale, in una città grande come Milano arrivano sporcaccioni da tutte le parti del mondo”

Milano, seconda decade del nuovo millennio. L’impennata degli stupri e degli omicidi comuni, lo sgombero dei campi nomadi. Infine le pandillas, letteralmente “combriccole”, in realtà pericolose gang di latinos che imperversano all’ombra della Madunina.

Da ultimo l’accoltellamento di un dominicano e la maxi rissa dinanzi alla sede della Regione Lombardia. Il Sindaco Sala chiede l’esercito. Azione e reazione della città di Sant’Ambrogio. Quella che, con quarant’anni di anticipo, aveva capito e raccontato l’unico vero maestro del noir italiano, Giorgio Scerbanenco.

Lui, che a Milano ci era arrivato dall’Ucraina e da Roma, immigrato ed extracomunitario anzitempo, almeno per parte di padre. Ecco la mappatura dettagliata di un territorio che oggi i media vorrebbero rappresentare con i toni hollywoodiani di notiziari concepiti per fare spettacolo: «C’è qualcuno che non ha ancora capito che Milano è una grande città. Non hanno ancora capito il cambio di dimensioni, qualcuno continua a parlare di Milano come se finisse a Porta Venezia o come se la gente non facesse altro che mangiare panettoni o pan meino».

«Se uno dice Marsiglia, Chicago, Parigi, quelle sì che sono metropoli, con tanti delinquenti dentro, ma Milano no, a qualche stupido non dà la sensazione della grande città, cercano ancora quello che chiamano il colore locale, la bra s era , la pesa, e magari il gamba de legn. Si dimenticano che una città vicina ai due milioni di abitanti ha un tono internazionale, non locale, in una città grande come Milano arrivano sporcaccioni da tutte le parti del mondo, e pazzi, e alcolizzati, drogati, o semplicemente disperati in cerca di soldi…».

Continua a leggere

Vedi anche

Altri articoli