Milano è pane e libertà

Città
View of Milan`s  business district from “Duomo di Milano”.

Chi arriva a Milano da altre capitali europee – Berlino, Londra – rimane colpito dalla vitalità, dalle mille iniziative che si snodano dal centro alla periferie, da un clima di innovazione e cambiamento

Lo skyline di Milano visto dalla terrazza della Triennale – a destra il Duomo e il Castello Sforzesco, al centro i nuovi grattaceli di Porta Nuova, a sinistra gli edifici anni 50’/’60 – è il filo conduttore ideale dell’incontro “Milano non sarà più la stessa”, tenutosi ieri all’interno di “Studio in Triennale – tre giorni di incontri, intrattenimento, cultura, media e innovazione”, organizzato da da Rivista Studio.

Sul palco del Teatro dell’Arte, con la sapiente conduzione di Federico Sarica, si sono confrontati, in un raro e proficuo equilibrio di genere, Linus, Beatrice Trussardi, Lia Quartapelle e Matteo Brambilla, direttore marketing di Car2Go.

Che Milano non sia più la stessa, appare evidente. Ma, come suggerisce Linus, c’è una sorta di pudore, da parte dei milanesi a parlare bene di Milano. Eppure, dice Beatrice Trussardi, soprattutto in questo ultimo anno, grazie anche al volano fortissimo di Expo, chi arriva a Milano da altre capitali europee – Berlino, Londra – rimane colpito dalla vitalità, dalle mille iniziative che si snodano dal centro alla periferie, da un clima di innovazione e cambiamento che suscita stupore e una benevola invidia (il campo di grano a Porta Nuova, voluto proprio dalla Fondazione Trussardi, è uno degli esempi della creatività che si respira in città).

Milano capitale del car sharing. Perché a Milano, racconta Matteo Brambilla, l’amministrazione si è dimostrata disponibile e ricettiva. E il servizio ha intercettato un’utenza trasversale, sia di generazione che di tipologia. Insomma, Milano è diventata un caso studio.

E la politica che ruolo gioca in questo momento così felice e proficuo della città?

Lia Quartapelle cita Maurizio Mottini, indimenticabile personaggio storico del centrosinistra milanese, scomparso di recente: “Milano è pane e libertà”. La politica deve avere la capacità di cogliere e accompagnare il cambiamento, di liberare energie, per dare a Milano il ruolo nazionale e internazionale che le spetta. Senza essere invasiva, come sottolinea Linus, ma accompagnando la sintesi tra “pane e libertà”.

Il bilancio di Expo, a poco meno di un mese dalla chiusura, è per tutti positivo.

Anche se con qualche aspettativa andata forse un po’ delusa, una ricaduta al di sotto delle aspettative dei visitatori dell’Esposizione su alcuni eventi, come ad esempio la mostra “La Grande Madre”, organizzata e pensata dalla Fondazione Trussardi proprio in la concomitanza con Expo, che ha visto invece una partecipazione massiccia dei milanesi e di un turismo più tradizionale. Ma, come sottolinea saggiamente Linus in chiusura, se i tassisti non hanno lavorato come si erano immaginati, è perché il sistema dei trasporti pubblici ha funzionato molto bene.

“Pane e libertà” vuol dire tutto questo. E anche che Milano è un luogo “dove correre è molto semplice perché ci sono tantissimi posti dove farlo”. E se lo dice Linus che se ne intende, deve essere così per davvero.

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