Migranti a Capalbio, ecco come stanno le cose

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Pubblichiamo in esclusiva la lettera che il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori ha inviato al ministro dell’Interno Angelino Alfano per chiarire quanto stia succedendo nel suo Comune, che tanta enfasi ha trovato sui media nazionali

Gentile Ministro degli Interni Angelino  Alfano

su quanto in oggetto sono a relazionarLa su quanto di seguito:

Il Caso
In adempimento degli atti per lo svolgimento dell’attività di accoglienza temporanea di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, il Prefetto di Grosseto in data 15 dicembre 2015 pubblicava avviso di gara per l’espletamento di una procedura ristretta per la conclusione di un accordo quadro con il quale più operatori economici provvederanno in base ad una graduatoria ad adoperarsi per lo svolgimento di tale attività nell’ambito della provincia di Grosseto per l’anno 2016 invero l’accoglienza di un numero pari a 536  unità attraverso l’individuazione di luoghi dove il servizio dovuto essere effettuato. La Prefettura di Grosseto ha determinato che il contingente per i Comuni della Provincia è fissato per popolazione abitante e che per i comuni con popolazione tra i 3.000 e 5.000 abitanti tali contingente è pari a 50. Il caso Capalbio è presente da qualche giorno come saprà su tutta la stampa nazionale e sulle maggiori tv.
Il Fatto
Scaduti i termini della gara risultavano tra i partecipanti anche la ATI (Associazione Temporanea di Imprese) RTI  Tre Fontane-Senis Hospes che ha offerto per l’assistenza temporanea a cittadini stranieri immigrati unità abitative poste a Capalbio in località Poggio del Leccio – condominio residenziale  costruito tra il 2006 ed il 2010 composto di villette monofamiliari  finemente arredate su due piani immerse nel verde di olivi secolari e poste nell’altura di un poggio con vista mare ad un centinaio di metri dal Borgo di Capalbio. La proprietà delle unità immobiliari è attualmente in mano alla gestione di un commissario liquidatore. Le faccio invito di far verificare con attenzione il trascorso delle Coop. Tre Fontane di Roma e della Senis Hospes di Potenza.
Capalbio: paese dell’accoglienza e non della ghettizzazione
Capalbio come gran parte della Maremma ha vissuto il fenomeno dell’immigrazione come momento di crescita: dalla Riforma dell’Ente Maremma degli anni  ’50 sia di recente con l’arrivo di numerose famiglie dei paesi dell’Europa dell’Est. Nel caso in specie trattato anche con discussione e confronto con la Prefettura di Grosseto si tratterebbe di un notevole numero di persone (50) concentrate ghettizzate e non accolte all’interno di tre villette con la funzione di case vacanza,  senza alcuna prospettiva di lavoro.
Le preoccupazioni
La sicurezza non potrà certo essere garantita dal corpo della Polizia Municipale del Comune che conta un’unità a tempo indeterminato e due unità a tempo determinato (vigili estivi) con il Sindaco che ha la posizione organizzativa di Comandante. Circa l’integrazione si hanno forti perplessità che una Comunità possa accettare con facilità il fatto che per un cittadino di Capalbio viene speso 31,28 l’anno in spesa sociale e qui per i richiedenti asilo 32,50 euro giorno. Altra difficoltà nasce dal fatto che la contribuzione solidale del Comune di Capalbio in termini di risorse ammonta a circa 1,2 milioni.
Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio

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