Microimprese che chiedono aiuto

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Se qualcuno non ci paga ecco cosa ci succede

Da titolare di una piccola ditta individuale (io ed un dipendente) mi chiedo come sia mai possibile che nessuno sia in grado di aiutarci nell’ormai quotidiana e molto fastidiosa perdita di tempo per farsi pagare le fatture, che spesso sono di importi molto modesti. Infatti, quando un nostro cliente deve pagare una fattura, ad esempio di 182 €, ci dobbiamo attaccare al telefono, scrivere mail, andare a trovarlo per chiedere, anzi, mendicare il pagamento del dovuto. Ogni persona che lavora vede nel suo compenso la gratificazione del lavoro svolto, oltre che la necessaria liquidità per pagare a nostra volta i nostri fornitori, primo fra tutti lo Stato.

Non mi lamento affatto di pagare le tasse ma diciamo che per certi versi sono un esattore dello Stato poiché riscuoto l’Iva e poi la devo rendere. Andrebbe tutto bene se non fosse che, nella stragrande maggioranza dei casi, devo anticiparla di tasca mia perché o il cliente non paga nei tempi previsti, o addirittura non paga mai.

Lì mi trovo a dover pagare un’Iva che non ho mai percepito, oltre ovviamente alle tasse sul reddito che non posso dedurre, a meno di dare la prova irrefutabile che non ho incassato queste stramaledette fatture. Per dimostrare ciò però devo intraprendere, per vie legali, tutto un percorso lungo e costoso. Cosa faccio io allora per 182 €? Dico “vabb è lasciamo perdere, io sono un produttore e non un agente di riscossione di Equitalia”. Il problema però è che se fosse una sola volta, uno la mette in conto alle perdite; il fatto è che ormai il fenomeno è sempre più diffuso.

Non parliamo di alcune SRL che lo fanno di professione di non pagare, poi chiudono, spariscono e dopo un po’tac, riaprono con un altro nome e ricominciano. Diciamo che per me che ho creato dal nulla un progetto imprenditoriale che funziona, avendo preso i miei rischi, spese ed investimenti, trovarmi di fronte a tale situazione è percepito come una ingiustizia, oltre che un comportamento al limite dell’omer tà da parte degli enti competenti (Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, Governo) che sembra vogliano quasi istigare tale operato. Mi è stato raccontato (non so se sia vero e non saprei come fare per verificarlo) che in Germania quando si ha un problema del genere, uno comunica in modo semplice (e-mail) il buono di ordine, il buono di consegna e la fattura alla Camera di Commercio.

Poi la Camera di Commercio si adopera gratuitamente nell’impresa ormai omerica della riscossione di piccole fatture. Sono conscio che la messa in opera di tale servizio comporterebbe dei problemi, come i costi del personale delle Camere di Commercio per svolgere tale mansione, che fra l’altro si troverebbe a dover affrontare le canaglie del «non pago tanto è una fatturina, fammi pure scrivere dall’avvocato». Personalmente preferirei però sostenere gli onesti microimprenditori invece che le orde di disonesti. Apparentemente però il governo non la pensa così. Che non mi venga poi detto che questo gravissimo tumore della piccola economia bianca non era stato diagnosticato, mi sembrerebbe talmente ipocrita che preferirei mi venisse detto: «Il primo che non paga è lo Stato, come possiamo fare una legge che poi ci costringa a pagare?». Le soluzioni si trovano sempre quando lo si vuole davvero. Un decreto immediato che dia uno strumento facile, rapido e gratuito per la riscossione di fatture inferiori a 10mila euro alle micro e piccole imprese tramite l’operato della Camera di Commercio, sarebbe un vero e tangibile segnale al Paese di come si vuole per davvero far ripartire l’economia.

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