Mercoledì nero

Finanza
borsa(archivio) - P.zza Affari
Palazzo della Borsa - Fotografo: tamtam

Mercoledì 20 gennaio è stato nero per le borse di tutto il mondo e d’Europa

Sarà difficile evitare, nello sgangherato bar sport della politica italiana, di leggere o ascoltare nei prossimi giorni interpretazioni “politicanti” della caduta della borsa italiana. Già me le immagino: i cattivi tedeschi puniscono l’italietta che ha osato alzare la voce; i mercati tolgono la fiducia a Renzi; e via sproloquiando. E già mi immagino gli esponenti delle opposizioni che, arrampicandosi sugli specchi, daranno ragione alla Germania e ai mercati – dimenticandosi magari di avere espresso in passato fiere opinioni anti‐europee e anti‐ mercatismo – pur di dare torto al governo. Tutte fandonie. Mettiamo allora due punti fermi. Primo, mercoledì 20 gennaio è stato nero per le borse di tutto il mondo e d’Europa. La flessione dei mercati azionari è cominciata alcuni mesi fa, in estate per l’esattezza, con epicentro New York e i titoli bancari USA. Soltanto a partire dal primo gennaio del nuovo anno Wall Street ha bruciato 2.000 miliardi di dollari. La tendenza ribassista è stata amplificata e rilanciata dalla Cina e dai paesi del Golfo. La prima alle prese con un mastodontico processo di aggiustamento macroeconomico, i secondi con il crollo del prezzo del petrolio, anche in seguito alla fine delle sanzioni occidentali all’Iran e al ritorno della produzione del greggio di quel paese sui mercati internazionali.

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