Mercato editoriale tra cambi e ritorni

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Siamo in una fase di cambiamento anche nei media italiani. Bene, mi viene da dire: finalmente qualcosa si muove

Un martedì zeppo notizie sul fronte dei media con un’agenda che stimolerebbe mille trattazioni. Dedico a tanto ben di dio una sorta di “p a s t o n e”, come si usava un tempo, riservando poi parte delle duemila battute a un’utile informazione di servizio.

Parto da Feltri che torna a dirigere Libero, il giornale da lui fondato: un in bocca al lupo sincero, visti i tempi grami per la carta stampata. Continuo con Cairo, l’editore, che forse innervosito dalle inattese risposte al suo tentativo di comprare il Corsera, sbotta ancora una volta contro la Rai accusata di trattare il ritorno di Bonolis: il reato è di leso servizio pubblico.

Poi tratto di Santoro il quale avrebbe comprato un pezzetto del “Fatto” mentre sta lavorando a un suo quotidiano televisivo e di Scansi che si diverte così tanto a disquisire di calcio che sarebbe stato chiamato, da Cairo, a condurre un programma da confezionare sul calciomercato. E per ultima rilancio la notizia della prossima sostituzione di D’Angelis alla guida de l’Unità: tanto per non essere accusato di autocensura.

Siamo in una fase di cambiamento anche nei media italiani. Bene, mi viene da dire: finalmente qualcosa si muove. Come annunciato mi concentro su una notizia che non trova molto spazio nell’informazione e dalla quale, però, dipende la vita di tante belle e vive strutture informative del Paese. Sono state rese note le Linee guida per l’erogazione dei contributi alle televisioni locali.

Conteranno i quattro principi sanciti dalla Legge di Stabilità: la promozione del pluralismo del l’informazione, il sostegno all’o ccupazione nel settore, il miglioramento dei livelli qualitativi dei contenuti forniti e l’incentivazione all’uso di tecnologie innovative. La stessa Legge ha aumentato i contributi alle tv e radio locali di un importo “fino a 50 milioni” che sarà ricavato d a l l’eventuale aumento del gettito dal canone Rai.

Il testo integrale è stato pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico con l’avvertenza che fino al 3 di giugno si possono inviare osservazioni e commenti. A una prima occhiata sembra sia stata superata la principale criticità del passato, quando si tendeva a non differenziare i contributi secondo i criteri di merito. E’ una vicenda da seguire con la dovuta attenzione perché riguarda una parte così rilevante del nostro sistema informativo.

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