Meno tasse, la bomba di Renzi su Forza Italia

Tasse
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L’annuncio taglia-tasse del segretario Renzi ha un significato preciso che mira a costruire un forte consenso popolare al progetto democratico e riformista del PD

Con un tiepido applauso, l’assemblea ha accolto l’annuncio del taglio di 50 miliardi di tasse espresso da Matteo Renzi. Un applauso accompagnato da qualche sussurro scettico, “ma è come Berlusconi”, “ma sta scherzando?”, “e le coperture?”. Un applauso debole se raffrontato alla standing ovation che Renzi aveva potuto raccogliere poco prima con la chiamata alla solidarietà ai profughi: il rispetto per la vita delle persone, l’umanità, prima di tutto.

Matteo Renzi lo aveva previsto. E non a caso aveva premesso alla parte conclusiva del suo discorso, che “non è la cosa più importante, ma vedrete che i giornali non parleranno d’altro”. E così è stato.

Il messaggio, infatti, non era destinato all’assemblea del Pd, ma ad altri. A quell’elettorato moderato della piccola borghesia, ormai orfano politicamente, che in passato aveva puntato su Berlusconi. Non estremisti di destra, elettori ideologicamente nemmeno legati alla destra, ma vicini a quel Berlusconi che si lamentava dell’imposizione fiscale troppo alta, che strozza le micro imprese e molti liberi professionisti.

Il segretario del Pd ha lanciato una bomba termonucleare su FI. Su un centrodestra che, in tanti anni di governo, oltre agli spot, non aveva semplificato il fisco o ridotto davvero le imposte.

Renzi ha chiarito che anche quell’elettorato deve essere suo. Quella classe media, parzialmente indebolita dalla crisi, lasciata sola e abbandonata. A questi elettori ha detto: vi comprendo. Conosco le vostre difficoltà. E me ne farò carico appena possibile. Passo dopo passo.

In tutto questo, la paura che il Pd possa rinunciare alla sua missione di costruire un Italia giusta è infondata. Anzi, ora si impegnerà a farlo in modo più forte. Basta guardare i dati per capire che quella fascia media ormai impoverita ha bisogno di un taglio delle imposte per riemergere. Negli ultimi anni, tra fiscal drag e aumento delle aliquote Inps per professionisti, artigiani e commercianti, la pressione contributiva si avvicina in alcuni casi, per redditi medio bassi, al 70%. Paradossalmente, chi invece supera i 100.000 Euro di reddito subisce una pressione contributiva più soft, sotto il 48% Irap compresa, a causa del superamento del massimale Inps. Varie “aliquote speciali” hanno aumentato il divario: il diverso trattamento tra chi può rientrare nei sistemi “a forfait” e chi ne sta appena fuori è osceno: è un ingiustizia senza mezzi termini. Abbiamo la responsabilità di eliminarla.

 

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