Melfi è ripartita grazie a Fca, ora tocca allo Stato investire

Lavoro
le nuove Jeep e le Fiat 500 X nei piazzali dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat-Fca, 19 gennaio 2015. ANSA/TONY VECE

Oggi la ripresa in questa parte di Mezzogiorno è realtà. Per rafforzarla occorre puntare sui trasporti e la ricerca

“Melfi sta trainando l’economia del Mezzogiorno”. Sono state queste le parole utilizzate da Matteo Renzi nel corso della manifestazione di Matera in cui si è sottoscritto il patto per la Basilicata. È una realtà, ma anche un elemento su cui innestare politiche di sviluppo, per la Basilicata e per l’intero Mezzogiorno.

La Basilicata ospita da anni (da due decenni almeno) nell’area industriale di San Nicola di Melfi un esempio magistrale che fonde flessibilità, produttività, efficienza e qualità. I vari modelli prodotti dalla SATA, attuale Fca Melfi, ed indotto collegato, hanno rappresentato per il gruppo automobilistico una certezza da sempre. I molti sacrifici dei lavoratori lucani sono stati ripagati con produzioni elevatissime e con un ricorso agli ammortizzatori sociali decisamente esiguo. Per ben 5 anni, tanto è durata la fase più difficile della crisi del settore dell’auto a livello mondiale, lo stabilimento lucano ha retto sia sotto il profilo occupazionale che produttivo grazie alle potenzialità del sito nella sua interezza. Le quasi 400.000 vetture prodotte nel 2015 con un trend più o meno simile nel 2016 rappresentano, ad oggi, una prospettiva molto interessante per la Basilicata e per le regioni limitrofe. È noto che Fca Melfi ospita molti lavoratori extraregionali.

Occuparsi di quell’area industriale significa occuparsi del Mezzogiorno, San Nicola di Melfi è il crocevia, il punto d’incontro di tre regioni: Basilicata, Puglia e Campania. Non ho mai smesso di guardare con attenzione alle vicende industriali di Melfi negli anni, anche nelle fasi negative che pur hanno caratterizzato l’area, ho sempre avuto certezza che Melfi e questa parte di Mezzogiorno non possono fare a meno della propria industria. L’investimento di ben oltre un miliardo di euro in Fca Melfi rappresenta la giusta direzione per restare competitivi, ma è anche la prova tangibile che il gruppo crede in questo territorio.

Adesso è il tempo in cui anche il pubblico accompagni con propri investimenti la scommessa di Fca. C’è il tema immenso della logistica, l’area industriale di San Nicola di Melfi è una piattaforma naturale al servizio di tutto il sud, per il polo automobilistico ma non solo. Gli investimenti sull’ammodernamento della tratta ferroviaria Potenza-Foggia, ma pure quelli per la Napoli-Bari non possono non riguardare anche l’area industriale di San Nicola di Melfi. Abbattere i costi di trasporto e movimentazione delle merci significa rendere ancora più competitiva quell’area industriale, per l’oggi e per il domani. Significa ridurre i costi di produzione. Significa sviluppo e occupazione.

Altro tema è quello del polo tecnologico, del Campus della ricerca, in parte già avviato e che può essere un ulteriore sostegno alle attività svolte all’interno del sistema dell’automotive, contribuendo a dare continuità all’investimento di Fca e incontro positivo tra le politiche pubbliche e quelle private. Un’accelerazione importante sulla strada dell’innovazione tecnologica che il Campus può rappresentare, fortemente voluto dalla Regione Basilicata e da Fca in cui il Comune di Melfi ha giocato una piccola parte, può essere un ulteriore elemento per legare importanti processi produttivi al territorio.

Oggi la ripresa in questa parte di Mezzogiorno è una realtà. La sensazione di un positivo ritorno per la Basilicata si è percepito sin dall’inizio della ristrutturazione dello stabilimento, a partire dal rinvigorimento delle attività commerciali locali e delle imprese lucane coinvolte e collegate inevitabilmente alle dinamiche industriali. Sotto il profilo occupazionale va sottolineato l’impegno del gruppo. Nel solo stabilimento Fca Melfi le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono state circa 1800, tante altre con altra formula contrattuale tra indotto ed indiretti.

La tenuta delle produzioni lucane può garantire, anche in futuro, i livelli occupazionali, con la consapevolezza, però, che il mercato dell’auto, con tutte le dinamiche che lo caratterizzano, sia un contesto molto complesso che l’Italia non può permettersi di veder ridimensionato.

Auspico con cauto ottimismo che Fca possa rapidamente destinare qui nuovi modelli, con la consapevolezza che l’area industriale di Melfi risponderà adeguatamente, contribuendo così a costruire un ruolo di leader mondiale nella costruzione di automobili ad alta gamma con nuovi record produttivi ed occupazionali.

La Basilicata ed il Mezzogiorno hanno la necessità di ridimensionare i problemi occupazionali che li affliggono da troppi anni. Melfi può contribuire, con l’operosità che la anima da sempre, a divenire nel tempo un esempio da imitare nel mondo. Melfi può diventare a breve la capitale europea dell’automotive. E per questo Melfi è in cammino.

 

*l’autore è vicesindaco di Melfi

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