Matera, Bagnoli, Taranto: la ripartenza e il nuovo racconto del Sud partono da qui

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epa04451312 (FILE) An undated file image shows a view of the Sassi neighborhood of Matera, southern  Italy. Matera was picked on 17 October 2014 as Italy's candidate to become the European Capital of Culture in 2019. The Basilicata tourist mecca, famed for its UNESCO-listed 'Sassi' City of Stone that has formed the backdrop to several films including 'The Passion of the Christ,' will be up against Plovdid in Bulgaria, the only other candidate to be unveiled so far.  EPA/ROBERTO ESPOSTI

Il Mezzogiorno d’Italia ha tutte le carte in regola per emergere, ma occorre una visione complessiva che coinvolga tutto il Mediterraneo

Sono tre i luoghi della possibile ripartenza del Sud: Matera, Bagnoli e Taranto. Ognuno di questi luoghi “del possibile” è legato a una specifica mission: la cultura per Matera, l’innovazione tecnologica per Bagnoli, una nuova idea di industria sostenibile per Taranto.

Matera, capitale europea della cultura per il 2019, ha già cambiato la propria narrazione. Non è più “luogo della vergogna”, ma importante meta turistica e non trascurabile centro di produzione audiovisiva e cinematografica. Bagnoli, “l’incompiuta” dell’era post-industriale italiana, ha davanti a sé un nuovo cammino: centro di ricerche, dove i capitali stranieri promuovono il capitale umano e il know-how italiano. La siderurgia cede il passo all’hi-tech, alla progettazione, mentre il filo del tempo si riappropria di uno spazio per restituirgli la bellezza scalfita. Taranto, luogo di dolore e ingiustizia, ottimamente raccontato dal cortometraggio Thriller di Giuseppe Marco Albano, David di Donatello nel 2015, scorge in prospettiva l’occasione della riconversione: un centro votato all’industria sostenibile, un hub mercantile per l’oriente al centro del Mediterraneo, la smart city dei due mari.

Pochi anni fa, nessuno avrebbe mai associato la parola opportunità a questi tre luoghi. La rinascita del Sud, la sua nuova narrazione, il suo nuovo modo di presentarsi al mondo come posto in cui fare business nella legalità e vivere in un contesto di rara bellezza passa per il successo di queste tre grandi partite.

Nel dibattito che si sta svolgendo da tempo sul Mezzogiorno, il racconto dei luoghi e delle positività ha acquisito una particolare centralità. E’ paradossale o no che proprio quella che viene descritta come “la terra del sole” abbia le sue zone e storie migliori messe in ombra? Eppure, c’è un Mezzogiorno positivo, coraggioso, virtuoso, innovativo, che meriterebbe più rispetto e maggiori considerazioni. A partire da questo Sud, fatto di eccellenze e storie di successo, può generarsi quello storytelling diverso a cui fa spesso riferimento il premier.

È un Sud che ha tutte le carte in regola per emergere quello che si deve raccontare. Un Sud decisamente pronto a costruire un futuro che è ormai già qui e che chiede a gran forza spazi di azione, provando a far leva su tutti gli elementi di positività che ci sono e che sono tanti. Ma nessuna nuova narrazione del Sud può mai partire se, alla base, non vi è lo studio del quadro attuale delle cose. Uno studio serio e rigoroso, che poggia le sue basi sulla storia del Mezzogiorno e che rivolge il proprio sguardo ad un futuro pieno di concretissime sfaccettature.

Lo scorso dicembre –con il CISST, il Centro Internazionale per gli Studi Storici Sociali e dei Territori– abbiamo promosso “#Narrazioni19” a Matera. Abbiamo chiamato a raccolta istituzioni, decisori, stakeholder in grado di costruire una visione e una vera e propria politica industriale per Matera e per tutto il Sud. Il primo fattore di sviluppo, sottolineato anche dalla presenza del ministro Graziano Delrio, sono le infrastrutture delle quali il Sud oggi necessita quasi quanto il sole ogni mattino. Abbiamo provato a individuare delle priorità e a sollecitare delle scelte. Scelte, decisioni, che spetteranno alla politica e al suo primato, come sottolineato dal presidente Marcello Pittella nell’intervista conclusiva della due giorni di #Narrazioni19 con il giornalista Mario De Pizzo. Scelte e decisioni che, come ha più volte ribadito Francesco Nicodemo nel suo intervento durante il panel d’apertura dei lavori, dovranno coinvolgere le nuove generazioni, il capitale umano del Sud, altro grande fattore di sviluppo.

Dei lavori della due giorni di #Narrazioni19 sono stati pubblicati gli atti, oggi disponibili e accessibili a tutti, in riferimento ai quali sono previsti alcuni momenti di presentazione pubblica, per poter approfondire ulteriormente il dibatto venuto fuori da questa prima edizione e annodare la trama di connessione con i temi della prossima, a partire dal Mediterraneo, Matera, Taranto e Bagnoli. Perché se la geografia è già destino, lo è ancora di più quando mette così vicini luoghi antichi e nuove opportunità di sviluppo.

Il progetto per il Sud, però, qualsiasi progetto per il Sud, non potrà prescindere dal contesto, ovvero dal tema della stabilizzazione del Mediterraneo. Il Mezzogiorno d’Italia è al centro del Mare Nostrum, culla di civiltà, ma oggi luogo di tensioni e instabilità. Occorre una visione complessiva per il Sud e per il Mediterraneo, destini inscindibili, e luogo ideale di futuro.

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