Marino nel mirino. Ma lui sembra aver la testa da un’altra parte

Roma
Il sindaco di Roma Ignazio Marino lascia in bici il Vaticano al termine del primo vertice sul Giubileo con Monsignor Fisichella. Roma 11 maggio 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Ogni giorno una polemica ma soprattutto risultati insufficienti. Come se il sindaco avesse la testa da un’altra parte

Non sono passati molti giorni dalle polemiche sul viaggio americano e sulla clamorosa esternazione del Papa (“Non l’ho invitato io, è chiaro?”) che oggi molti giornali aprono un nuovo capitolo raccontando di presunte spese abnormi di Ignazio Marino: pranzi e cene con relativi conti non sempre giustificati. Vero? Falso? Mah. C’è da dire che contro il sindaco di Roma adesso è tutto un tiro al bersaglio. Qualunque cosa faccia Marino è nel mirino. Sta diventando uno stillicidio. E questa non è una bella cosa, né per lui né per i romani.

Sbaglieremo, ma la nostra impressione è che il sindaco stia vivendo questa fase senza la necessaria concentrazione. Come se avesse la testa da un’altra parte. Legittimo coltivare altri pensieri, altri progetti, nutrire altre ambizioni. Ma intanto lui è il sindaco: deve fare. E invece continuiamo a non vedere a Roma grandi iniziative, né quel dinamismo che sarebbe necessario, in generale e a due mesi dall’inizio del Giubileo in particolare. Meno che mai si vede un consiglio comunale discutere di progetti, e gli assessori (ci si perdoni la generalizzazione) realizzare fatti concreti.

In una nostra intervista, Francesco Rutelli ha chiesto polemicamente: “Ma l’hanno fatta una telefonata a Luigi Zanda (responsabile della macchina del Giubileo 2000-ndr)?”. Probabilmente no. Marino non ascolta nessuno, chiuso in una specie di autoreferenzialità futto probabilmente di inesperienza politica. Ha ragione Rutelli: perché non si chiamano gli intellettuali, la sinistra politica, i sindacati, i grillini, il gruppo di Marchini, cioè tutte le forze vive della Capitale a fare il punto e cercare di unire le forze in una situazione obiettivamente difficilissima come quella che Roma sta vivendo?

Il rimpasto di agosto non ha portato a un rilancio, ci sembra. Non ci sono ancora quelle misure straordinarie per far fronte ai problemi (esempio illuminante, i trasporti). Eppure Marino ha il sostegno politico del Pd, di palazzo Chigi, del prefetto Gabrielli. Fino a quando i romani dovranno aspettare per vedere una svolta?

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