Marino, deciditi e stai attento alle illusioni ottiche

Roma
Fans of outgoing Rome Mayor Ignazio Marino hold signs reading ''Rome wants again Marino as mayor'' as they stage a protest in front of the headquarters of Democratic Party (PD) in central Rome, Italy, 12 October 2015. ANSA/ FABIO CAMPANA

Il sindaco dimissionario tiene ancora tutti sulla corda

Della vicenda romana l’unica cosa indiscutibile è che Ignazio Marino sta dimostrando una tenuta umana e politica non comune: giorno dopo giorno si dimostra capace di tenere la scena tenendo tutti col fiato sospeso. Si dimette? Non si dimette? La suspence cresce: ma proprio su questo modo di fare c’è molto da discutere.

Marino infatti ha già tutti gli elementi per decidere. Il suo partito lo ha politicamente sfiduciato. Un po’ di romani gli chiedono di restare ma a quanto pare la maggioranza è di tutt’altro avviso (oggi il sondaggio Ixé per Agorà segnala che l’ipotesi che Marino ritiri le proprie dimissioni non piace al 69% degli intervistati mentre per il 27% ha il diritto di ripensarci). Con la velocità con la quale oggi le notizie appaiono e scompaiono, di Marino sindaco si parla ormai al passato.

Tenuto conto di questi e altri elementi, Marino dovrebbe decidersi.

Eppure il sindaco-ex sindaco tiene ancora tutti sulla corda e anzi contrattacca, come ha fatto nella sua intervista a Repubblica. Nella quale sono contenute due cose sulle quali vale la pena soffermarsi.

La prima è la volontà di partecipare alle primarie del Pd (“Se ci saranno”). Non si potrebbe certo impedirgli di partecipare, e anzi la sua presenza porrebbe il Pd al riparo nelle “secondarie”, cioè alle elezioni comunali vere, in quanto Marino non potrebbe presentare una sua lista nel caso non improbabile in cui venisse sconfitto da un altro candidato.

La seconda cosa è più ravvicinata. Marino è molto soddisfatto per la petizione con la quale i suoi sostenitori gli chiedono di ritirare le dimissioni (oltre 50mila) e confida molto nella manifestazione di domenica al Campidoglio. Sta bene. Tuttavia egli non dovrebbe farsi abbacinare dall’illusione ottica dei numeri: 50mila firme non sono poche ma non sono nemmeno tantissime per un uomo che alle elezioni prese 500mila voti. E un migliaio di persone nella non enorme piazza michelangiolesca garantiranno un bel colpo d’occhio, certo. Ma non molto di più.

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